La Openjobmetis tocca i playoff con un dito
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Redazione Economia
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Varese compie un passo decisivo verso il tabellone che conta, anche se il destino – va detto – non dipende ancora interamente da quella che, almeno sulla carta, è una corsa solitaria. All’Itelyum Arena, gremita in ogni ordine di posti con 5.030 spettatori a suggellare il tutto esaurito, la squadra di casa ha avuto la meglio sulla Vanoli Cremona con il punteggio di 84-75, un risultato che, alla vigilia, sapeva tanto di dentro o fuori per entrambe le contendenti. Ed è proprio la geografia della classifica, a due giornate dal termine della regular season, a restituire il peso specifico di questo successo: i biancorossi, approfittando della contemporanea sconfitta di Trento e delle rimonte altalenanti di Napoli e Udine, si trovano ora a +4 sui rivali, con un turno di riposo che li attende nella prossima finestra prima dello scontro diretto sul campo della Virtus Bologna.
Un primo tempo da manuale dell’offensiva varesina
L’avvio di gara, in realtà, non lasciava presagire un simile scollamento, perlomeno sul piano della fluidità di gioco. Se Cremona, con Ousmane Ndiaye, provava subito a dettare l’aggressività sottomano, la prima frazione si è trascinata in un limbo tecnico fatto di difese alte e ritmi volutamente bassi, tanto che nei primi cinque minuti a referto sono finiti appena quattro canestri complessivi. Il primo strappo convinto arriva dalla panchina di casa quando, complice una tripla consecutiva, la Openjobmetis confeziona un parziale di 10-0 che costringe coach Brotto al timeout. A tenere Cremona in scia, in questo frangente, ci pensano Durham e Udom, capaci di firmare il pareggio, ma è il solito Librizzi a gelare la rimonta con un tiro dalla lunga distanza che chiude il primo quarto sul 19.
Nel secondo periodo, però, la musica cambia radicalmente. Varese trova la quadratura del cerchio in attacco, mentre la Vanoli affonda in un vortice di palloni persi – dieci solo nella prima metà del quarto – che ne minano la consistenza psicologica. Anigbogu prova a dare una scossa, Willis impatta dall’arco, ma è solo un fuoco di paglia. La tripla di Stewart e le penetrazioni di Iroegbu disegnano il 45-31 con cui si rientra negli spogliatoi, un passivo pesante per i cremonesi, penalizzati dalla gestione dei possessi più che dalla metrica dei rimbalzi.
La reazione d’orgoglio di Cremona e il finale di suspense
Se la partita sembrava segnata, la Vanoli ha avuto il merito di non gettare la spugna, trovando nel terzo quarto le energie per rimettersi in carreggiata. Ad accendere la scintilla ci ha pensato Udom con una tripla, seguito a ruota da un Payton Willis straripante – finirà con 24 punti e 7 rimbalzi – capace di orchestrare un parziale che riporta i suoi a. La difesa ospite si alza di tono, l’inerzia fisica della gara cambia volto, e quando Casarin firma la tripla sulla sirena che fissa il punteggio sul 58-55, il derby è di nuovo completamente in bilico.
L’ultimo quarto si apre con la schiacciata di Ndiaye che vale il -1, un’apnea collettiva per i cinquemila dell’Itelyum. Ed è qui, nel momento di massima pressione, che Varese ritrova quel pizzico di cinismo che le era mancato nelle uscite precedenti. Iroegbu e Nkamhoua pungono dall’arco, ristabilendo le distanze di sicurezza, mentre Carlos Stewart – nonostante un grottesco errore di infrazione degli 8” in uscita dal timeout – si prende la scena con 23 punti pesantissimi. La Lunetta, per lui, non trema, e quando manca poco più di un minuto alla sirena, una stoppata clamorosa del reparto difensivo varesino spegne l’ultimo assalto di Durham. Un paio di liberi di Iroegbu e la schiacciata di Nkamhoua sigillano un successo che sa di liberazione.
Con questa sconfitta, la Vanoli Cremona, che pure ha avuto il merito di lottare su ogni pallone giocandosi la chance playoff fino all’ultimo respiro, deve dire addio alle proprie ambizioni di post-season, trovandosi ora costretta a chiudere con onore la sua corsa. Per Varese, invece, il sogno resta vivo e concretamente appeso a un filo, quello che tra una settimana li porterà sotto le Due Torri per giocarsi l’ultima cartuccia a disposizione di questa incredibile rimonta.




