Morto il giostraio Stefano Cena, la procura valenta l'aggravante per i nove giovani
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Redazione Interno
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Non ce l’ha fatta Stefano Luigi Cena, il giostraio di 65 anni noto a Capena semplicemente come “Luigi”, dopo nove giorni di agonia nell’ospedale Sant’Andrea. L’uomo, che della sua giostra, il “disco volante”, aveva fatto la ragione di vita, è stato stroncato dalle ferite riportate durante un pestaggio avvenuto la notte tra il 5 e il 6 ottobre, in piazza Civitucola, nel cuore dei festeggiamenti per la locale “Sagra del vino e dell’uva”. Quella che poteva apparire come una banale lite per un gettone non pagato si è trasformata, in pochi istanti, in una tragedia annunciata, segnando per sempre la cittadina in lutto.
La richiesta di pagare che scatena la furia
La dinamica, ricostruita dalle indagini dei carabinieri della compagnia di Monterotondo, appare tanto lineare quanto agghiacciante. Cena, con quella pacatezza che lo distingueva, aveva invitato un gruppo di nove ragazzi, alcuni dei quali in evidente stato di alterazione, a scendere dalla sua attrazione oppure a corrispondere quanto dovuto per la corsa. Un gesto di normale tutela del proprio lavoro, che però, contro ogni logica, ha innescato una reazione di inaudita violenza. I giovani, invece di accettare la richiesta, lo hanno circondato e colpito ripetutamente, senza dargli scampo, mentre la festa continuava poco distante.
L'agonia e il percorso della giustizia
Trasportato d’urgenza in ospedale, il giostraio ha lottato contro la morte per oltre una settimana, mentre sul territorio montava un sentimento di sgomento e di rabbia. La sua famiglia, spezzata dal dolore, ha voluto subito chiarire un punto essenziale, sottolineando come quella non fosse affatto una “rissa” fra parti in causa, bensì un’aggressione unilaterale e brutale, condotta alle spalle di un uomo che stava semplicemente svolgendo il proprio dovere. A seguito del decesso, la Procura è ora chiamata a riesaminare le posizioni degli indagati, e si prevede che per almeno sei di loro – fra i quali figura anche una ragazza – la posizione verrà aggravata, con l’ipotesi di reato che potrebbe evolversi verso esiti ben più severi.
Un addio collettivo nella luce delle fiaccole
La comunità di Capena ha voluto rendere un commovente e silenzioso omaggio a Luigi, organizzando una fiaccolata che si è snodata, la sera del 14 ottobre, partendo dalla chiesa di San Michele. Una processione di luce e dolore, guidata dal parroco, ha ripercorso simbolicamente le strade della cittadina, ricordando l’uomo che per anni, con la sua giostra, era stato capace di regalare la gioia a migliaia di bambini. Quella stessa piazza che aveva visto la sua dedizione è diventata, suo malgrado, il palcoscenico di un addio collettivo, un tentativo di riscattare, con la memoria, l’insensatezza di una violenza che ha privato tutti di un pezzo di serenità.




