Berkshire punta su Alphabet, la svolta di Greg Abel dopo l’addio di Buffett

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Quando un’era finisce e se ne apre un’altra, i primi passi del successore vengono inevitabilmente scrutinati, analizzati, confrontati con quelli del maestro. Greg Abel, che dal primo gennaio ha ufficialmente raccolto il testimone di Warren Buffett alla guida di Berkshire Hathaway, ha da poco fornito il primo, significativo riscontro della sua strategia.

I documenti depositati presso la SEC per il secondo trimestre del 2026, quelli che gli addetti ai lavori chiamano i filing 13F, offrono un quadro piuttosto chiaro di come stia cambiando il vento a Omaha, e la direzione sembra segnare un allontanamento, seppur misurato, dalla tradizione del suo celebre predecessore.

Un nuovo podio per il colosso assicurativo

Il dato che salta subito all’occhio, e che ha fatto discutere gli analisti di tutta Wall Street, è la clamorosa ascesa di Alphabet nel portafoglio del conglomerato. Nel corso del secondo trimestre, Berkshire ha incrementato la sua partecipazione nel colosso di Mountain View dell’83%, arrivando a detenere circa 106 milioni di azioni complessive tra classe A e classe C.

Un investimento che, al termine di giugno, valeva circa 37,9 miliardi di dollari, e che ha proiettato la società madre di Google sul podio delle partecipazioni più rilevanti di Berkshire, scalzando colossi storici come Coca-Cola e piazzandosi alle spalle di Apple e American Express, che restano rispettivamente il primo e il secondo asset per valore.

Questa scelta, che ha dell'eccezionale se si considera la prudenza che ha caratterizzato gli ultimi anni di gestione di Buffett, sembra incarnare la volontà di Abel di inseguire con decisione il treno dell'intelligenza artificiale. Non a caso, a giugno, Berkshire ha partecipato a un collocamento privato da 10 miliardi di dollari, un’operazione che ha permesso ad Alphabet di raccogliere fondi per alimentare la sua infrastruttura di calcolo dedicata all'AI, un piano che la società ha annunciato per un valore complessivo di 80 miliardi di dollari.

Se Buffett, negli anni, aveva mostrato una certa ritrosia ad avventurarsi in settori che non comprendeva appieno, limitandosi a un investimento defilato in Amazon, Abel sembra avere una visione più audace e orientata al futuro, scommettendo su un gigante tecnologico che sta investendo massicciamente per restare al centro della prossima rivoluzione digitale.

Addio alla birra e scommessa sui cieli e sul mattone

Il nuovo corso non si limita però al colosso tecnologico. La seconda grande mossa di Abel è stata quella di alleggerire il portafoglio in settori considerati maturi o in difficoltà, per fare spazio a nuovi ingressi o al rafforzamento di posizioni esistenti in comparti più ciclici. La liquidazione della posizione in Constellation Brands, il colosso americano della birra che controlla marchi come Corona e Modelo, rappresenta il segnale più evidente di questo cambio di passo.

Un'uscita che alcuni analisti hanno letto come la presa d'atto di un cambiamento strutturale nei consumi di alcolici, sempre più in calo, soprattutto tra le generazioni più giovani.

Contestualmente, Abel ha deciso di puntare con decisione sul settore dei trasporti e su quello immobiliare. L'investimento più rilevante, dopo Alphabet, è stato l'ulteriore incremento della quota in Delta Air Lines, una partecipazione che è aumentata del 44% nel trimestre, portando Berkshire a detenere oltre 57 milioni di azioni della compagnia aerea. Un settore, quello dell'aviazione, che Buffett aveva dismesso in blocco all'inizio della pandemia, salvo poi riavvicinarsi solo di recente, ma mai con questa intensità.

E ancora, nel tentativo di cavalcare la ripresa del mercato immobiliare statunitense, sono stati rafforzati gli investimenti in Lennar, uno dei principali costruttori di case del Paese, e in Macy's, la celebre catena di grandi magazzini che, nonostante le sfide dell'e-commerce, possiede un patrimonio immobiliare di valore significativo.

La liquidità inizia a scendere

Queste mosse offensive rappresentano una cesura netta con la strategia difensiva degli ultimi trimestri, quando Buffett aveva accumulato una montagna di liquidità da record, superiore ai 390 miliardi di dollari, senza trovare occasioni di investimento che lo convincessero. Il filing 13F del secondo trimestre mostra che Abel ha rotto gli indugi: il saldo tra acquisti e vendite si è chiuso con un netto positivo di quasi 200 miliardi di dollari, interrompendo una serie di 14 trimestri consecutivi di vendite superiori agli acquisti.

Di conseguenza, la liquidità di Berkshire è scesa a 365,5 miliardi di dollari, un segnale che il denaro accumulato sta finalmente trovando una destinazione.

Questa nuova aggressività non significa però uno strappo totale con il passato. Abel ha mantenuto intatte le partecipazioni storiche in Apple, American Express e Coca-Cola, confermando la fedeltà a quei titoli che rappresentano il cuore pulsante del conglomerato. La filosofia di fondo, insomma, rimane quella di investire in aziende solide e con un vantaggio competitivo duraturo.

Quello che è cambiato è il coraggio di osare di più, di scommettere su settori in rapida evoluzione e di non avere paura di dismettere posizioni che non corrispondono più alla visione del futuro, anche se si tratta di marchi iconici. Il timone è saldamente nelle mani di Greg Abel, e la rotta che sta tracciando sembra portare Berkshire lontano dalle vecchie certezze per approdare in territori più arditi, ma forse anche più redditizi per il prossimo decennio.

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