La bolla dei debiti in Serie A: le squadre italiane navigano in acque pericolose

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un'analisi approfondita dei bilanci del campionato di calcio italiano, relativa alla stagione 2024-25, dipinge un quadro finanziario preoccupante, dove l'indebitamento lordo complessivo dei club tocca i 4,89 miliardi di euro. Si tratta di un aumento significativo, se confrontato con i 4,72 miliardi dell'anno precedente, che si scontra con ricavi aggregati fermi a 4,04 miliardi. Questo dato, che di per sé segnala un'esposizione debitoria superiore alla capacità di generare fatturato, diventa ancora più eloquente quando si esaminano le situazioni delle singole società, alcune delle quali mostrano criticità strutturali di lunga data.

Juventus e Inter in testa a una classifica poco invidiabile

In cima a questa speciale graduatoria, che nessuna tifoseria vorrebbe vedere, svettano infatti la Juventus, con un debito che raggiunge i 302 milioni di euro, e l'Inter, ferma a 248 milioni. Subito dietro, sebbene con un divario considerevole, si posizionano il Milan, il cui indebitamento si attesta a 108 milioni, e la Roma. La polarizzazione del sistema è evidente anche dal rapporto tra debiti e ricavi, un indicatore che restituisce la reale sostenibilità del peso finanziario, il quale, per l'intera lega, raggiunge una percentuale del 121%. Ciò significa, in altre parole, che l'ammontare complessivo dei debiti supera di oltre un quinto i ricavi annuali, configurando uno scenario dove la leva finanziaria appare eccessiva e potenzialmente rischiosa.

Il paradosso del Napoli: bilanci sani ma mercato bloccato

Proprio in questo contesto, emerge con forza il caso paradossale del Napoli, che ha riacceso un dibattito mai sopito sulle regole di controllo dei bilanci. L'analisi rivela come il club partenopeo, contrariamente alle grandi rivali del Nord, detenga il minor indebitamento netto dell'intera Serie A, vantando una liquidità superiore ai debiti finanziari. Nonostante questa condizione di apparente salute dei conti, la società è stata costretta a subire pesanti limitazioni nel mercato delle cessioni e degli acquisti, a causa del mancato rispetto di un parametro tecnico, l'Indicatore di Costo del Lavoro Allargato, sceso al di sotto della soglia dello 0,8. Una situazione che ha spinto il giornalista Carlo Gioia a un commento ironico ma pungente sui social network: "Indovinate a chi hanno bloccato il mercato?", ha scritto, sottolineando una presunta incongruenza nei criteri di valutazione adottati.

Una strada in salita per la sostenibilità del calcio italiano

La fotografia scattata dallo studio, quindi, non si limita a elencare cifre, ma racconta di un ecosistema in forte squilibrio, dove la gestione economica fatica a trovare un punto di incontro tra le esigenze competitive e i vincoli di sostenibilità. La forbice tra i club più indebitati e quelli con una situazione più solida rimane ampia, mentre il costo del debito complessivo continua a crescere, erodendo margini operativi già spesso esigui. Questi elementi, sommati ai paradossi regolamentari che talvolta penalizzano ingiustamente alcune realtà, delineano una prospettiva complessa per il futuro immediato del torneo, chiamato a navigare in acque finanziarie sempre più agitate senza perdere la rotta sportiva.

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