Saturno, il nuovo mistero del polo sud: un gigantesco decagono avvolge l'atmosfera del pianeta

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il pianeta Saturno continua a riservare sorprese agli astronomi, aggiungendo un nuovo, affascinante capitolo alla sua già ricca storia di anomalie atmosferiche. Dopo decenni in cui l'attenzione era catalizzata dal celebre esagono che incorona il polo nord, una struttura geometrica ancora più articolata è emersa all'estremità opposta del gigante gassoso.

Si tratta di un'enorme onda atmosferica dalla forma di un decagono, una figura a dieci lati che si estende attraverso diversi strati dell'atmosfera di Saturno e che è stata osservata e confermata grazie ai dati del telescopio spaziale Hubble e a una rete di telescopi terrestri.

La scoperta del decagono australe

Il fenomeno è stato identificato da un team di ricerca guidato da Agustín Sánchez-Lavega, fisico presso l'Escuela de Ingeniería de Bilbao dell'Universidad del País Vasco, in Spagna. Le osservazioni, che hanno portato alla pubblicazione dei risultati sulla rivista Science Advances, hanno rivelato una corrente a getto che assume una particolare configurazione poligonale, con lati che superano i 16.000 chilometri di lunghezza, rendendola di fatto più estesa e instabile del suo corrispondente settentrionale.

La struttura, che gli scienziati sospettano si sia formata tra il 2017 e il 2023, è apparsa nei dati di Hubble a partire dal 2023, quando il polo sud del pianeta è tornato progressivamente visibile dalla Terra dopo un periodo di occultamento dovuto all'inclinazione dell'asse di rotazione di Saturno.

Un fenomeno unico nel Sistema Solare

La particolarità di questa scoperta risiede nella natura stessa del fenomeno, che sembra essere un'esclusiva di Saturno. Mentre su Giove sono state osservate formazioni poligonali di cicloni, le onde atmosferiche che generano figure dai lati rettilinei come l'esagono e il decagono rappresentano un unicum nel Sistema Solare. A differenza dell'esagono del polo nord, che è noto per la sua straordinaria stabilità e per essere rimasto pressoché fermo per oltre 40 anni, il nuovo decagono australe mostra un comportamento dinamico e meno prevedibile.

L'onda si sposta verso est a una velocità di circa 10 km/h e i suoi vertici oscillano in longitudine, come se la figura "respirasse", seguendo un ciclo che si ripete in media ogni trentadue giorni, un'evidenza che lo distingue nettamente dalla struttura settentrionale, che invece ruota in sincrono con l'interno del pianeta.

Le origini di una misteriosa onda atmosferica

Secondo quanto riportato da Sánchez-Lavega, la scoperta è significativa perché dimostra che l'esagono del polo nord non è un fenomeno così straordinario e unico come si pensava in precedenza. La forma del decagono è legata a una corrente a getto particolarmente potente, che raggiunge i 116 metri al secondo, mentre l'onda stessa avanza più lentamente. L'ipotesi principale è che l'onda sia confinata dalla struttura della corrente a getto e che un'instabilità di quest'ultima possa averne innescato la formazione.

Gli scienziati hanno modellato diversi scenari, ma nessuno ha finora riprodotto accuratamente la struttura osservata, lasciando aperte diverse ipotesi sul ruolo di un possibile vortice anticiclonico situato poco più a nord.

Osservazioni e prospettive future

La scoperta è stata resa possibile anche grazie al contributo di astronomi amatoriali che, nel 2024, avevano notato una sottile linea ondulata scura lungo il polo sud nelle loro immagini. L'analisi di quei dati e il successivo confronto con le immagini ad alta risoluzione di Hubble hanno permesso di tracciare l'evoluzione della struttura fino al 2023. L'emisfero australe di Saturno sta attualmente vivendo la transizione dalla primavera all'estate, ricevendo una quantità crescente di radiazione solare.

Questo cambiamento stagionale potrebbe influenzare la stabilità del decagono, offrendo agli scienziati una rara opportunità per studiare l'evoluzione di una struttura atmosferica su larga scala. Il gruppo di ricerca, che prevede di utilizzare anche il telescopio spaziale James Webb per future osservazioni, intende monitorare il decagono per determinarne la longevità e confrontarlo con il suo "cugino" del nord, cercando di comprendere i meccanismi fisici che generano queste straordinarie forme geometriche nell'atmosfera del pianeta degli anelli.

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