No caro Beppe, non bisogna sempre "accettare tutto"
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Redazione Sport
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Il derby di Milano, che si è concluso con un pareggio, ha lasciato un retrogusto amaro per l’Inter e i suoi tifosi, non tanto per il risultato in sé, quanto per le decisioni arbitrali che hanno influenzato il corso della partita. Simone Inzaghi, pur mantenendo un tono contenuto, non ha nascosto il proprio disappunto, mentre Beppe Marotta, direttore sportivo nerazzurro, ha preferito il silenzio, una scelta che ha sollevato non poche domande.
Al centro delle polemiche c’è l’episodio del secondo tempo, quando Pavlovic, difensore del Milan, è entrato in collisione con Marcus Thuram nell’area di rigore. Gianpaolo Calvarese, analizzando l’azione per Tuttosport, ha sottolineato come lo scontro tra i due giocatori sia stato “basso e oggettivo”, con Thuram colpito al polpaccio. Tuttavia, pochi istanti dopo, Theo Hernandez è intervenuto con tempismo, prendendo palla in modo netto e risolvendo la situazione. Una dinamica che, secondo Calvarese, ha reso l’episodio meno chiaro di quanto potesse apparire in un primo momento.
Mauro Suma, giornalista e tifoso rossonero, ha invece liquidato la questione come “gomma da masticare per la propaganda”, puntando il dito su un errore dell’Inter in fase di costruzione del gioco, che avrebbe portato alla palla regalata al Milan. Una visione che, se da un lato smorza le polemiche, dall’altro non placa il malumore nerazzurro, alimentato anche dalle parole di Antonio Cassano. L’ex attaccante, in diretta su Viva el Futbol, non ha usato mezzi termini: “Ci prendono per il culo”, ha dichiarato, riferendosi al mancato intervento del VAR e alla prestazione dell’arbitro Chiffi, giudicata “clamorosa” in senso negativo.
La mancata assegnazione del rigore, unita al silenzio delle istituzioni arbitrali, ha riacceso il dibattito sull’efficacia del VAR e sulla coerenza delle decisioni in campo. Un tema che, al di là delle singole partite, continua a dividere tifosi e addetti ai lavori, soprattutto quando a essere coinvolte sono squadre di alto profilo come Inter e Milan.




