Eni accelera su Argentina Lng: il 26 novembre la decisione finale di investimento
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Redazione Esteri
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La decisione finale di investimento per il progetto Argentina Lng sarà firmata il 26 novembre a Buenos Aires. L'annuncio è arrivato dall'amministratore delegato di YPF, Horacio Marin, nel corso dell'Argentina Week, il forum organizzato dal governo argentino a Parigi presso la sede dell'Ocse per presentare le opportunità di investimento nel Paese. A confermarlo, subito dopo, è stato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che ha definito la data «assolutamente probabile».
Un progetto da 50 miliardi di dollari
Argentina Lng è destinato a diventare uno dei più grandi progetti di gas naturale liquefatto al mondo. Secondo quanto illustrato da Descalzi, l'iniziativa prevede 50 miliardi di dollari di investimenti e altri 25 miliardi di dollari di costi operativi distribuiti su 25 anni. La capacità produttiva iniziale sarà di 12 milioni di tonnellate all'anno di Gnl, ma il bacino di Vaca Muerta su cui si basa il progetto avrebbe un potenziale che supera i 20 milioni di tonnellate.
Alla realizzazione dell'opera partecipano, oltre alla compagnia italiana, la stessa YPF e XRG, la società di investimento degli Emirati Arabi Uniti.
La tecnologia Flng e il ruolo di Eni
Il cuore tecnologico dell'operazione risiede nelle due unità galleggianti di liquefazione, o Flng, che saranno costruite per trasformare il gas estratto in Gnl direttamente in mare. Descalzi ha spiegato che il vantaggio competitivo di questa soluzione risiede nei costi: «All'inizio il costo di questi impianti era di 2 miliardi per milioni di tonnellate, mentre ora competiamo con gli impianti onshore, a 7-800 milioni per milioni di tonnellate».
Il manager ha inoltre sottolineato come la scelta di una struttura offshore rappresenti un segnale inequivocabile per gli investitori: «Scegliendo di sviluppare il gas di Vaca Muerta con un Flng, YPF ha dimostrato in modo concreto che questo progetto nasce per l'export».
La tabella di marcia verso la Fid
Sullo stato di avanzamento dei lavori preparatori, Descalzi non ha nascosto una certa soddisfazione: «Siamo a buon punto, stiamo finalizzando i contratti per la costruzione dei due Flng e stiamo finalizzando il financing del progetto». Il perfezionamento degli accordi di lungo termine per la vendita dei 12 milioni di tonnellate annui di Gnl è considerato il passaggio propedeutico alla firma del 26 novembre. Lo stesso numero uno di Eni ha confermato che la sua azienda figura tra i compratori del gas che sarà prodotto, pur non potendo rivelare l'identità degli altri acquirenti.
Subito dopo la decisione finale, inizierà la costruzione dei due Flng, con il completamento del primo previsto nel 2030 e del secondo nel 2031.
La richiesta di stabilità per gli investitori
Interrogato su quale messaggio l'Argentina possa inviare per rassicurare chi investe capitali in un'opera di tale portata, Descalzi è stato netto: «Garantire che non si torna indietro». Il riferimento è alla necessità di un quadro normativo stabile e prevedibile, condizione indispensabile per sostenere un impegno finanziario che si estende su più decenni.
La scelta della tecnologia offshore, ha aggiunto il manager, rappresenta di per sé una garanzia implicita: un impianto flottante è una struttura vincolata all'export, difficilmente riconvertibile ad altri usi, e ciò costituisce una rassicurazione implicita per i partner industriali e finanziari coinvolti.
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