La perizia psicologica sui tre bambini della “famiglia nel bosco” prenderà il via domani, un passaggio cruciale – e longevo, visti i tempi della giustizia minorile – in una vicenda che si trascina ormai da oltre quattro mesi, da quando, lo scorso 20 novembre, i piccoli furono allontanati dal casolare di Palmoli e collocati in una struttura protetta di Vasto insieme alla madre, Catherine Birmingham.

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sarà la psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnica d’ufficio nominata dal Tribunale dei minori dell’Aquila, a incontrare i minori nella casa famiglia che li ospita; la professionista dovrà sottoporli a una serie di test e valutazioni, e lo farà alla presenza, come prassi vuole, del perito nominato dalla difesa, lo psichiatra Tonino Cantelmi. L’attività peritale, stando a quanto si apprende, si svolgerà nell’arco di due giorni e i suoi esiti, che andranno a definire lo stato psicologico attuale dei bambini, il loro sviluppo cognitivo e psico-affettivo, e le loro principali figure di riferimento, non saranno resi noti prima di sessanta giorni, il termine entro cui la consulente dovrà depositare la propria relazione in tribunale.

Il compleanno dei gemelli e le notti agitate del piccolo

Proprio nei giorni scorsi i due gemelli, che di anni ne hanno compiuti sette, hanno festeggiato il compleanno nella comunità di Vasto, un evento che ha riunito per un pranzo il padre Nathan, la nonna Pauline e la zia Rachel, giunta dall’Inghilterra insieme al cuginetto. Un momento di apparente normalità, in una bolla fatta di orari e regole imposte, che però non ha potuto evitare il protrarsi di un disagio profondo: secondo quanto ricostruito, il bambino, la notte successiva alla festa, avrebbe avuto risvegli frequenti e particolarmente traumatici, tanto da indurre Catherine a una preoccupazione costante per le condizioni di salute dei figli, che lei cerca di vegliare e rassicurare, stando sempre con loro, in quei momenti di ansia che precedono il sonno.

La donna, in questi mesi, ha visto il proprio ruolo ridimensionato, se non messo in discussione, dagli stessi operatori della struttura, che in più di un’occasione hanno segnalato all’autorità giudiziaria quella che viene percepita come una difficoltà a rispettare le dinamiche della comunità; l’ultima relazione, firmata dalla responsabile del servizio minori, Lucia Fiorillo, parlava di un quadro in peggioramento, di reazioni esasperate da parte della madre, di una tendenza a ignorare i ruoli e le figure professionali, tanto da chiedere con urgenza una valutazione su modalità alternative di collocamento per l’intero nucleo, o per parte di esso, al fine di tutelare non solo il benessere dei tre fratellini ma anche quello degli altri minori ospiti.

Il nodo del trasferimento e le incertezze abitative

L’ipotesi di un trasferimento, ventilata nelle ultime settimane, è tutt’altro che definita, e non è chiaro se riguarderà l’intera famiglia o soltanto la madre, ritenuta da alcuni un ostacolo al progetto educativo; i servizi sociali stanno valutando possibili destinazioni in Abruzzo, tra le province di Pescara, Chieti e Teramo, ma l’individuazione di una nuova struttura non è semplice, anche per via del presidio mediatico che da mesi circonda la vicenda e che molte comunità non sono disposte ad accettare, per non vederne compromessa l’immagine. A complicare il quadro, si aggiunge la questione abitativa che riguarda il padre: il proprietario del casolare dato in comodato gratuito alla coppia, l’ex ristoratore Armando Carusi, ha fatto sapere di essere disposto a proseguire la locazione per un altro anno, ma non oltre, nonostante la disponibilità di una fondazione del nord Italia a farsi carico delle spese fino alla maggiore età dei bambini; un’offerta, quest’ultima, che potrebbe garantire un tetto per i prossimi dodici anni, ma che si scontra con la volontà del proprietario di non prolungare indefinitamente il suo gesto di solidarietà.

Sul fronte strettamente giudiziario, la perizia che prende il via domani fa seguito a quella, già avviata, sulla capacità genitoriale dei due coniugi, e si inserisce in un clima di crescenti tensioni tecniche: i consulenti di parte, infatti, avevano chiesto di posticipare gli accertamenti, sollevando perplessità sul luogo scelto per le osservazioni – la stessa casa famiglia, ritenuta non idonea perché priva di strumenti come lo specchio unidirezionale – e sulla posizione di una collaboratrice della Ctu, Valentina Garrapetta, per la quale è stata chiesta la ricusazione, sostenendo che avesse manifestato sui social giudizi ostili nei confronti della coppia.

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