Bonus colonnine 2026, attesa per i decreti attuativi: contributo fino a 1.500 euro per i privati

Bonus colonnine 2026, attesa per i decreti attuativi: contributo fino a 1.500 euro per i privati
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il nuovo Dpcm Automotive, recentemente approvato dalla Corte dei Conti e in attesa di pubblicazione sul sito del Mimit, ha ufficialmente riaperto i termini per il bonus colonnine di ricarica destinate alle utenze domestiche, una misura che si inserisce in un pacchetto più ampio di interventi per la mobilità sostenibile. La dotazione finanziaria complessiva del decreto ammonta a circa 1,35 miliardi di euro fino al 2030, di cui una parte specifica, pari a 68 milioni di euro, è riservata alle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.

Tuttavia, nonostante l'annuncio ufficiale, per poter effettivamente presentare domanda e ottenere il rimborso sarà necessario attendere i provvedimenti attuativi del Direttore generale per la politica industriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attesi nelle prossime settimane.

Contributo dell'80% per wallbox e colonnine condominiali

La misura, come anticipato nel corso del Tavolo Automotive al Mimit, conferma il contributo per l'acquisto e l'installazione di wallbox e infrastrutture di ricarica domestiche, mantenendo le stesse linee guida già sperimentate in passato. Per i privati cittadini che installano una postazione di ricarica nella propria abitazione, ad esempio in garage o in cortile, il bonus copre l'80% del prezzo di acquisto e della posa in opera, fino a un massimo di 1.500 euro a persona fisica richiedente.

Nel caso in cui l'installazione venga effettuata sulle parti comuni di un edificio condominiale, il limite massimo del contributo viene innalzato a 8.000 euro, un incentivo significativo per favorire la diffusione della mobilità elettrica anche nei contesti condominiali, spesso più complessi da gestire.

Un programma in attesa delle procedure operative

L'iniziativa, che si concluderà il 31 marzo 2030 salvo esaurimento precoce dei fondi, rappresenta un tassello fondamentale per sostenere la transizione energetica del parco auto italiano, ma al momento non è ancora operativa. Sebbene il Ministero abbia stanziato circa 200 milioni di euro per l'agevolazione nel quinquennio 2026-2030, non è stato ancora pubblicato il bando che ne definisca il funzionamento e la decorrenza.

Le spese effettuate dai cittadini nel corso del 2026 potranno verosimilmente essere rendicontate tramite una nuova finestra temporale, con ogni probabilità nel 2027, una volta che il decreto attuativo sarà stato ufficialmente firmato e pubblicato.

La procedura per la richiesta del bonus dovrebbe ricalcare quella dei precedenti sportelli, prevedendo la presentazione telematica dell'istanza sul sito di Invitalia utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS, ma in questa fase è consigliabile conservare tutta la documentazione relativa all'acquisto e all'installazione in attesa della riapertura ufficiale.

Un miliardo e mezzo per l'automotive tra veicoli commerciali e retrofit

Il bonus colonnine è solo una delle misure previste dal nuovo Dpcm, che complessivamente impiega risorse per 1,35 miliardi di euro fino al 2030, di cui 180 milioni destinati specificamente all'acquisto e al leasing di veicoli commerciali nuovi destinati alle Pmi del trasporto merci. Per questi mezzi, appartenenti alle categorie N1 e N2, sono previsti contributi differenziati in base al peso e all'alimentazione, con bonus che possono arrivare fino a 20.000 euro per i veicoli elettrici di maggiori dimensioni, a condizione che venga rottamato un veicolo della medesima categoria in classe fino a Euro 4. Il decreto prevede inoltre agevolazioni per la conversione a GPL e metano delle auto già circolanti (retrofit) e un programma di noleggio a lungo termine a canone agevolato per le fasce di reddito più basse, oltre a contributi per moto, scooter e quadricicli elettrici che potranno essere prenotati tramite la piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia.

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