Cremona, cittadinanza onoraria per Pasolini proposta dalla Società dei Militi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel giorno in cui si commemorano i cinquant'anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, l'associazione "Società dei Militi" ha indirizzato una formale richiesta all'amministrazione guidata dal sindaco Virgilio, affinché venga conferita la cittadinanza onoraria al poeta, regista e romanziere che, sebbene per un breve ma significativo periodo, tra il 1933 e il 1935, visse e compì i propri studi a Cremona. La proposta, che si inserisce in un più ampio solco di riflessione sull'eredità dell'intellettuale, è contenuta in una lettera ufficiale dove si sostiene che il gesto costituirebbe non soltanto un doveroso riconoscimento verso una delle figure più acute e scomparse del Novecento italiano, ma anche un modo per rinsaldare quel legame, insieme affettivo e artistico, che Pasolini seppe intrattenere con la città, rendendo Cremona una parte integrante, e per molti versi viva, del suo complesso percorso umano e poetico.

Il ricordo di un amico e il peso di una parola

Proprio la tragica fine dell'autore, la cui vita fu stroncata in circostanze mai del tutto chiarite la notte del 2 novembre 1975, sembra riecheggiare in una parola dal duplice, potente significato. "Hostia", che in spagnolo indica l'ostia consacrata e che deriva dal latino "hostia" con il senso di vittima sacrificale, è il titolo che l'artista Giuseppe Zigaina, amico fraterno di Pasolini, scelse per il libro dedicatogli vent'anni dopo la morte: "Hostia - Trilogia della morte di Pier Paolo Pasolini". Una scelta lessicale che, al di là delle diverse accezioni, appare profondamente calzante per descrivere una parabola esistenziale conclusasi in maniera violenta a Ostia, località il cui toponimo risuona in modo sinistro con quel concetto di sacrificio.

Il racconto televisivo e l'eredità di un maestro corsaro

La televisione, mezzo al quale lo stesso Pasolini dedicò attenzione critica, contribuisce a sua volta a tenere viva la memoria dell'intellettuale con la ritrasmissione del documentario "Pasolini – Maestro Corsaro", curato nella regia e nella scrittura da Emanuela Audisio. L'opera, che si propone come un ritratto lucido e articolato, ripercorre la vita di uno degli scrittori più controversi e visionari del secolo scorso, il cui obiettivo primario, perseguito con tenacia e spesso frainteso, fu quello di unire indissolubilmente la poesia alla denuncia sociale, l'arte più elevata all'impegno politico più diretto, in una sintesi che lo rese un autore unico e difficilmente classificabile.

Milano e le tracce di un passato borghese

Anche Milano conserva tracce significative del suo passaggio, legate in particolare alle riprese del film "Teorema". In quegli anni Sessanta, caratterizzati da un'opulenza che cercava distinzione, un certo ceto abbiente eleggeva a proprio simbolo di status le grandi ville del quartiere di San Siro. Proprio in una di queste dimore, situata in via Palatino, Pasolini ambientò la pellicola, affidando a quegli spazi l'incarnazione di un mondo borghese che, di fronte all'irruzione destabilizzante dell'erotismo e del desiderio rappresentati da un ospite misterioso, è costretto a rivelare la propria autentica natura, smarrendosi o, in alcuni casi, rinnegando radicalmente il proprio ruolo, come accade al padre di famiglia che abbandona la sua posizione di sfruttatore.

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