Enrica Bonaccorti: «Riprendo la chemio, il percorso è stato più duro del previsto»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In un racconto privo di retorica, che ha il tono piatto di chi deve semplicemente constatare i fatti, Enrica Bonaccorti ha aggiornato il pubblico sulle sue condizioni di salute, svelando una fase nuova e impegnativa della lotta contro il tumore al pancreas, diagnosticatole la scorsa estate. Ospite nel salotto di «Verissimo», condotto da Silvia Toffanin, la giornalista e conduttrice televisiva, 76 anni, ha spiegato con una franchezza che non ammette ambiguità come le terapie intraprese non abbiano sortito l’effetto sperato, costringendola a riprendere un ciclo di chemioterapia. «Speravo di stare meglio», ha affermato, «ho ripreso la chemioterapia perché non era cambiato molto», delineando così, in poche parole, la delusione per un decorso clinico che non ha seguito le attese.
L’altalena quotidiana della malattia
La sua narrazione, lontana da qualsiasi compiacimento mediatico, ha messo a nudo la realtà imprevedibile e logorante del vivere con una patologia grave, descritta come un’alternanza di momenti di apparente normalità e periodi di difficoltà. «Un giorno stai benissimo e poi due giorni non stai bene, purtroppo funziona così», ha continuato Bonaccorti, sottolineando come la fragilità fisica segni un ritmo incostante e spesso spietato. Una condizione, la sua, che la obbliga a una resilienza quotidiana, accettando la fatica come parte integrante di un cammino sul quale non è possibile esercitare un pieno controllo, sebbene la volontà di procedere non venga mai meno.
Il legame con la figlia Verdiana
In questo scenario, un ruolo fondamentale è ricoperto dalla figlia Verdiana, nata dalla relazione con il regista Daniele Pettinari – il quale lasciò la famiglia pochi mesi dopo la sua nascita – e cresciuta da Bonaccorti da sola. «Non mi lascia un secondo, la sento molto vicina», ha rivelato la conduttrice, dipingendo un rapporto in cui i ruoli tradizionali sembrano essersi capovolti. «Oggi sembra lei la mamma e io la figlia», ha aggiunto, riconoscendo in quella presenza costante la propria principale fonte di forza. Una preoccupazione, tuttavia, attraversa il suo pensiero: il timore di essere causa di sofferenza per la persona a cui vuole più bene. «Non voglio farla soffrire, ma è probabile che soffra. Vorrei darle solo cose belle», ha confessato, mostrando una vulnerabilità che va oltre la dimensione fisica della malattia.
Le volontà e un omaggio inaspettato
Nel corso della conversazione sono emerse anche alcune sue volontà, espresse con la stessa schiettezza utilizzata per parlare delle cure, riguardanti le esequie. Una richiesta precisa, quella di non volere fiori durante il funerale, che sembra coerente con un carattere noto per la sua concretezza. Mentre lei affronta questa battaglia privata davanti alle telecamere, dalla Capitale è giunto un gesto di affetto pubblico da parte di un vecchio amico, Renato Zero, il quale – avendo condiviso con la Bonaccorti una storia sentimentale negli anni Settanta – le ha dedicato un omaggio durante un suo recente appuntamento romano, a testimonianza di legami che il tempo non ha scalfito.




