iOS 27, la nuova Siri diventa un’app e sfida ChatGPT: ecco come cambia
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’assistente vocale di Apple, quella Siri che per anni ha sostanzialmente risposto a comandi semplici – imposta un timer, chiama un contatto, avvia una playlist – sta per subire una trasformazione profonda, probabilmente la più radicale dalla sua introduzione sul iPhone 4S. Con l’arrivo di iOS 27, il cui debutto pubblico è atteso per settembre in concomitanza con la serie iPhone 18, il sistema operativo integrerà una novità che potrebbe ridefinire le abitudini degli utenti: una nuova applicazione dedicata, posizionata direttamente nella Home Screen, pensata per competere testa a testa con i chatbot più diffusi, da ChatGPT a Claude, passando per tutti quei servizi di intelligenza artificiale generativa che ormai affollano le prime posizioni dell’App Store.
L’idea, secondo quanto ricostruito dalle prime indiscrezioni, è quella di abbandonare il paradigma della “semplice voce che risponde a comandi sporadici” per trasformare Siri in un assistente conversazionale sempre disponibile, a un tap di distanza. Insomma, qualcosa di molto più vicino alle abitudini che milioni di persone hanno già acquisito utilizzando le app di terze parti basate su grandi modelli linguistici. Non si tratterebbe più soltanto di chiedere informazioni meteo o il risultato di una partita, ma di intrattenere vere e proprie conversazioni contestuali, con la capacità di mantenere il filo del discorso e di attingere a dati personali presenti sul dispositivo – sempre nel rispetto della privacy, si presume – per offrire risposte articolate e pertinenti.
Il logo della WWDC 2026 anticipa la nuova interfaccia luminosa
Per avere un’idea concreta di come sarà l’interfaccia della nuova Siri, basta osservare il logo scelto da Apple per la Worldwide Developers Conference del 2026, in programma l’8 giugno. L’azienda di Cupertino, come spesso accade in occasione di questi eventi, ha disseminato nell’immagine alcuni indizi visivi su ciò che verrà presentato. Il numero “26” è circondato da un effetto luminoso, quasi un alone pulsante, che secondo Mark Gurman – il noto giornalista di Bloomberg che ne ha parlato nella sua newsletter – non è affatto casuale. Quell’alone, spiega Gurman, anticipa la nuova estetica dell’assistente vocale: una sfera di luce che si integrerà direttamente nella Dynamic Island, abbandonando la classica icona sferica che da anni compare al centro o in basso dello schermo. Una modifica apparentemente stilistica, ma che nasconde un cambio di paradigma nell’interazione: la nuova Siri sarà più pervasiva, visivamente presente, e soprattutto più reattiva.
Frammenti di codice rivelano quattro funzioni in arrivo su iOS 27
Con l’avvicinarsi della WWDC, l’attenzione degli addetti ai lavori si è concentrata sulle future mosse software di Apple. Recenti frammenti di codice, scovati dallo sviluppatore Nicolás Alvarez e successivamente verificati dalle principali testate di settore, hanno offerto uno sguardo concreto su almeno quattro nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. Queste non saranno limitate alla sola app di Siri, ma si integreranno profondamente nelle applicazioni di sistema. Tra le novità trapelate figurano: un motore di ricerca unificato in grado di interrogare file, messaggi e note con linguaggio naturale; una modalità di riassunto automatico per pagine web e documenti all’interno di Safari; la generazione di immagini direttamente da promemoria o note vocali; e infine una migliore gestione del contesto nelle conversazioni, che permetterà all’assistente di ricordare riferimenti precedenti senza dover ripetere le stesse informazioni. Nessuna di queste funzioni, va detto, è ancora stata ufficialmente confermata da Cupertino, ma la mole di indizi – dal logo agli spezzoni di codice – rende ormai l’annuncio quasi scontato.
Siri esce dalla voce e diventa un’app: il nuovo design secondo Gurman
La novità forse più rilevante, quella che davvero potrebbe cambiare il modo in cui usiamo l’assistente, è la creazione di un’app autonoma. Finora Siri era un layer invisibile, un servizio di sistema a cui si accedeva tramite comando vocale o pressione prolungata del tasto laterale. Con iOS 27, invece, Apple introdurrà un’icona vera e propria nella Home Screen: un’applicazione dedicata, con una sua interfaccia testuale simile a quella dei chatbot concorrenti. L’utente potrà aprirla, digitare una domanda, ricevere una risposta articolata, e magari continuare la conversazione a voce senza soluzione di continuità. Mark Gurman, che ha avuto modo di visionare alcuni elementi del nuovo design, parla di una “unificazione della ricerca” che potrebbe finalmente rendere Siri competitiva nel panorama dell’intelligenza artificiale generativa. E tutto questo, a differenza di quanto accade con molti servizi di terze parti, dovrebbe avvenire in larga parte on-device, sfruttando i chip della serie A18 e A19. L’appuntamento è dunque per l’8 giugno: sarà la WWDC 2026 a mostrare al mondo se questa volta Apple ha davvero trovato la formula giusta per rivoluzionare la sua assistente vocale.




