Creme solari e tumori, la dermatologa: «Nesso causale infondato, ma attenzione ai prodotti senza certificazioni»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Sono ore di acceso dibattito, quelle che seguono la rivelazione del rapper Salmo, il quale, attraverso un video pubblicato su TikTok, ha annunciato di essere stato colpito da un carcinoma basocellulare, mostrando la cicatrice lasciata dall'asportazione sul volto. La sua dichiarazione, in cui ha implicitamente collegato la diagnosi all'uso di creme solari, ha riaperto una polemica che sembrava sopita, alimentata da teorie pseudoscientifiche che trovano facile diffusione sui social network.
A fare chiarezza, in un momento in cui la disinformazione rischia di minare decenni di campagne di prevenzione, è la Dott.ssa Annamaria Mazzotta, direttore della UOSD Dermatologia dell'Az.Osp San Camillo Forlanini di Roma, che ha voluto ribadire con fermezza la posizione della comunità scientifica.
La scienza smentisce il nesso causale
Il punto centrale, come sottolineato dalla dottoressa Mazzotta, è che l'esperienza personale, per quanto dolorosa e rispettabile, non può assurgere al rango di prova scientifica. «Il punto non è cosa abbia vissuto Salmo, ma che la sua esperienza personale non può essere usata come prova scientifica di un rapporto causa-effetto», ha dichiarato la dermatologa, intervenendo a proposito delle parole del rapper.
La comunità scientifica, rappresentata in Italia dalla SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia), è unanime nel respingere qualsiasi ipotesi di correlazione tra l'uso di filtri solari e l'insorgenza di tumori cutanei. «Negli ultimi giorni tantissimi pazienti mi stanno chiedendo se sia vero che le creme solari possono provocare un tumore della pelle. La risposta – ha spiegato la dottoressa – è molto semplice: NO!!! Ad oggi non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri che le creme solari causino melanoma o altri tumori cutanei».
L'errore logico di Salmo e la confusione tra coincidenza e causalità
L'errore in cui è incappato il rapper, forse in buona fede ma certamente influenzato da contenuti fuorvianti, è un classico errore logico: scambiare una coincidenza temporale per un rapporto di causa-effetto. «Può aver sviluppato un carcinoma basocellulare pur avendo usato creme solari. Questo non significa che siano state le creme a causarlo», ha chiarito la dermatologa, aggiungendo che dallo stesso racconto di Salmo emerge che egli fa riferimento a video visti online, non certo a dati scientifici.
Le sue parole, purtroppo, si inseriscono in un contesto di disinformazione già infiammato dalle recenti dichiarazioni della nutrizionista Debora Rasio, le cui tesi – che negano il ruolo protettivo della fotoprotezione e arrivano a definirla cancerogena – sono state bollate come fake news dall'Istituto Superiore di Sanità e dalla Fondazione AIRC. L'ISS ha ribadito con forza che «non è vero che le creme solari facciano male e, tantomeno, che siano cancerogene», definendole invece un «importante presidio» contro i danni del sole.
La vera causa del basalioma e l'importanza della prevenzione
A differenza di quanto sostenuto da Salmo, la scienza ha individuato con chiarezza i veri fattori di rischio del carcinoma basocellulare, noto anche come basalioma. Si tratta del tumore della pelle più frequente e, sebbene sia meno aggressivo del melanoma, la sua diffusione è in costante aumento. «Il principale fattore di rischio riconosciuto è rappresentato dall’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), soprattutto quando intensa, intermittente e associata a scottature», ha precisato la Dott.ssa Mazzotta.
Questo dato è confermato da tutte le principali autorità sanitarie: secondo l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e l'AIRC, l'esposizione cumulativa e cronica ai raggi UV è la causa principale dello sviluppo del basalioma, che colpisce prevalentemente le aree del corpo maggiormente esposte al sole, come viso, collo e testa. La prevenzione, quindi, si basa su tre pilastri fondamentali: evitare l'esposizione nelle ore più calde, indossare indumenti protettivi e, soprattutto, utilizzare correttamente le creme solari.
Quest'ultima, lungi dall'essere un pericolo, rappresenta uno strumento di difesa insostituibile.
Come scegliere la protezione solare e i rischi della disinformazione
Nel mare magnum di informazioni, spesso contraddittorie, che circolano online, la dottoressa Mazzotta ha fornito indicazioni pratiche per orientarsi nella scelta del prodotto giusto, evitando di cadere in insidie ben più reali delle fantomatiche proprietà cancerogene delle creme. «La risposta è semplice: SPF 50+ per bambini, fototipi chiari, persone con molti nei, pazienti con storia di tumori cutanei o esposizioni intense. SPF 30 o superiore, ad ampio spettro UVA e UVB, per la maggior parte degli adulti», ha consigliato.
E ha aggiunto che è fondamentale riapplicare il prodotto ogni due ore e dopo ogni bagno. Il vero pericolo, secondo l'esperta, non è la crema solare, ma i prodotti senza certificazioni o acquistati da canali non affidabili. «La crema solare non è un lasciapassare per stare tutto il giorno al sole, ma è uno degli strumenti più efficaci che abbiamo per ridurre il danno da raggi UV».
Al contrario, affermare che provochi il tumore della pelle, come ha fatto Salmo, non solo è falso, ma rischia di avere conseguenze gravissime sulla salute pubblica, spingendo le persone, soprattutto i più giovani, ad abbandonare le misure di prevenzione più efficaci, esponendosi così a un rischio molto più alto e reale.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
