Roberta Bruzzone e l'addio a Milo Infante: un'amicizia finita e le bordate su Garlasco
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La criminologa Roberta Bruzzone ha deciso di rompere un silenzio che durava da settimane, rivelando, in un'intervista rilasciata al podcast di Selvaggia Lucarelli, le ragioni profonde del suo improvviso abbandono del programma Rai 2 "Ore 14". L'addio, che aveva colto molti di sorpresa per la sua bruschezza, trova ora una spiegazione che va al di là delle mere divergenze professionali, toccando invece la sfera di un legame personale drasticamente mutato. Bruzzone ha infatti delineato, senza ricorrere a mezzi termini, la fine di un'amicizia che considerava salda, descrivendo il conduttore Milo Infante come una figura fraterna, ormai percepita in modo radicalmente diverso.
Il retroscena personale di una separazione professionale
Ciò che emerge con chiarezza dalle sue parole è la centralità del rapporto umano, venuto meno in maniera irreparabile e divenuto il motore principale della scelta. "Era un fratello", ha affermato la criminologa, lasciando intendere come quel cambio di feeling abbia reso insostenibile la prosecuzione della collaborazione televisiva. La questione, per sua stessa ammissione, non si è limitata a una semplice divergenza di opinioni su un caso specifico, ma ha intaccato la fiducia e la sintonia che precedentemente caratterizzavano il loro lavoro in studio, trasformando l'ambiente di "Ore 14" in un luogo ormai poco congeniale alla sua presenza.
Le polemiche editoriali e il caso di cronaca
Il punto di rottura definitivo, tuttavia, si è materializzato durante una discussione sul noto caso di Garlasco, un fatto di cronaca nera che Bruzzone ha seguito con attenzione e sul quale, evidentemente, le posizioni con il conduttore sono diventate inconciliabili. Senza scendere in dettagli espliciti sull'accaduto, la studiosa ha fatto riferimento a un aspro scontro avvenuto circa due mesi fa, confermando che le cosiddette "divergenze editoriali", inizialmente addotte per spiegare l'addio, affondavano le radici in quella specifica e burrascosa disputa. A questa, ha aggiunto un riferimento critico anche verso il sostituto procuratore De Rensis, completando un quadro di insofferenza verso certe dinamiche giudiziarie e mediatiche che circondano i casi più sensibili.
Una nuova collocazione e la chiusura di un capitolo
La scelta di Bruzzone si è così orientata verso altri lidi, dichiarando una preferenza per il programma "Quarto Grado", dove sembra trovare uno spazio più consono al suo ruolo e al suo modo di approcciare l'analisi criminologica. La vicenda, nel suo complesso, delinea quindi un passaggio netto, dettato sia da una frattura personale dolorosa sia da una rivendicazione di autonomia professionale, segnando la fine di un sodalizio che per lungo tempo aveva caratterizzato la fascia pomeridiana della rete pubblica. La criminologa, chiudendo definitivamente la porta, ha preferito non lasciare ambiguità, attribuendo la separazione a un insieme di fattori che vanno ben al di là della semplice routine televisiva.




