Liste d’attesa, il miglioramento non cancella il macigno dei due milioni di prestazioni in ritardo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I dati diffusi dall'Agenas relativi al primo quadrimestre del 2026 raccontano una realtà sanitaria nazionale a due velocità, dove il progresso tecnico delle statistiche fatica ancora a tradursi in un sollievo concreto per milioni di cittadini. repubblica +3

Se da un lato la nuova piattaforma nazionale, alimentata da oltre 65 milioni di prenotazioni regionali, registra una “diffusa tendenza al miglioramento” con la percentuale di visite specialistiche erogate nei tempi di garanzia salita al 78,7% (erano il 76,1% nel 2025) e quella degli esami diagnostici all’84,7%, dall’altro lato rimane il dato impietoso dei volumi assoluti. corriere +3

Nel dettaglio, nel solo primo scorcio del 2026, quasi 1,23 milioni di visite e oltre 688 mila esami diagnostici sono stati erogati oltre i limiti massimi previsti dalla legge, per un totale che sfiora i due milioni di prestazioni “in rosso”, una mole di ritardi che continua a pesare come un macigno sul sistema. lacnews24 +3

Il paradosso delle prescrizioni fantasma e l’effetto cartina di tornasole sulle regioni

Dietro la facciata di una burocrazia apparentemente in controllo si nasconde però un fenomeno strutturale più opaco, quello delle “ricette disperse”, che nel Lazio assume i contorni di un vero e proprio bluff statistico. repubblica +3

Sebbene sulla carta i tempi di attesa sembrino rispettati in oltre il 90% dei casi nella regione, la fotografia scattata da Agenas rivela che solo il 37,3% degli esami diagnostici prescritti si trasforma effettivamente in una prenotazione al Cup, una percentuale che rappresenta il peggior dato nazionale e che lascia intendere come due ricette su tre finiscano di fatto nel cestino. abitarearoma +3

Questa anomalia, che a livello nazionale oscilla intorno a una quota fisiologica stimata tra il 25% e il 30%, indica un cortocircuito profondo: una parte consistente dei pazienti, esasperata dalle difficoltà di accesso o dalla lentezza del sistema, sceglie di abbandonare il percorso pubblico per rifugiarsi nel privato a pagamento, mentre altre prescrizioni semplicemente scadono senza seguito. nurse24 +3

La Sicilia sprofonda tra i “fanalini di coda” e la Calabria prova l’inversione di tendenza

Lo spaccato geografico offerto dalla piattaforma non risparmia criticità profonde al Sud, dove la Sicilia si conferma tra le regioni con le performance peggiori insieme ad Abruzzo, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento, segnando addirittura un peggioramento rispetto al 2025 nonostante gli annunci e i piani di abbattimento. lastampa +3

L’isola, pur restando sopra la media nazionale per alcuni parametri, ha visto crollare il rispetto dei tempi per le visite urgenti all’80,6% e registra una vera emergenza per esami come la colonscopia o la risonanza magnetica, dove i ritardi strutturali rendono impossibile rispettare le finestre temporali anche per le priorità medio-alte. repubblica +3

In controtendenza rispetto a questo quadro, la Calabria emerge come l’eccezione positiva che prova a cambiare passo dopo il commissariamento: stando ai rilevamenti dell’Agenas, la regione ha ottenuto miglioramenti significativi collocandosi nella parte alta della classifica nazionale per il rispetto dei tempi, un’inversione di tendenza che il presidente della commissione Sanità, Angelo Brutto, definisce “un segnale importante” seppur non definitivo. basilicata +3

L’appropriatezza prescrittiva sotto accusa e il sistema dei semafori per la trasparenza

A complicare ulteriormente il quadro diagnostico nazionale interviene la cattiva gestione delle priorità cliniche, una distorsione che nelle regioni del Centro-Sud diventa sistemica per alleggerire i registri di carico. nurse24 +3

L’analisi dell’Agenas evidenzia come in Basilicata, Campania, Molise e Calabria la stragrande maggioranza delle prime visite venga classificata con codice P (programmata a 120 giorni), una pratica definita “non coerente” da parte dell’Agenzia quando applicata a prestazioni che non siano semplici controlli, e che di fatto sposta il problema più avanti nel tempo senza risolverlo.

Per fare chiarezza su queste dinamiche e responsabilizzare i territori, l’ente ha introdotto il nuovo “Cruscotto 2. reggiotv +3

0” con un sistema a semaforo: il verde per le prestazioni erogate entro i tempi, il giallo per quelle vicine alla scadenza e il rosso per quelle in ritardo, uno strumento che il direttore generale Angelo Tanese ha definito cruciale per passare dalla visione aggregata alla stimolo diretto sui governatori locali. basilicata +3

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