L'assoluzione di Zuncheddu: un caso di giustizia ritardata
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Redazione Interno
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Beniamino Zuncheddu, un pastore, è stato recentemente dichiarato innocente dopo aver trascorso 33 anni in carcere ingiustamente. Questa assoluzione è il risultato di una riapertura del caso, guidata dal colonnello dei carabinieri Michele Lastella.
Indagini e dubbi
Fin dall'inizio delle indagini, c'era qualcosa di strano. La ricostruzione dei fatti sembrava inverosimile, sia per quanto riguarda la dinamica della strage, sia per come erano state svolte le indagini. Queste preoccupazioni sono state espresse dal colonnello Lastella, che ha guidato la squadra speciale creata dalla Procura di Cagliari per la riapertura del caso.
Un messaggio al Papa
Il segretario generale della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, ha consegnato a Papa Francesco una lettera scritta da Zuncheddu e dal parroco di Burcei (Cagliari), don Giuseppe Pisano. Zuncheddu, ora un ex allevatore di 58 anni, è stato assolto venerdì dalla Corte d'Appello di Roma per il triplice omicidio di Sinnai nel 1991.
Ricordi di un tempo passato
Zuncheddu è un personaggio noto a Cagliari, dove i residenti ricordano i tempi in cui si scendeva da Castello o si arrivava da altri rioni, "armati" di tutto punto per partite di calcio infinite. Il campo sterrato a fianco alla chiesa stampacina di Sant’Anna, nota per la sua travagliata costruzione, era teatro di queste partite, che si svolgevano nelle mattinate estive e nei pomeriggi. Questi ricordi, ora offuscati dal tempo, sono stati riportati alla luce con l'assoluzione di Zuncheddu.




