Narwal Flow 2, la sfida del robot che lava (davvero) i pavimenti con l’acqua calda
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Quando un prodotto tecnologico prova a ridefinire le regole del proprio segmento, come accade con il nuovo Narwal Flow 2, non basta limitarsi a incrementare i numeri sulla scheda tecnica. L’obiettivo dichiarato – stando almeno a quanto emerso durante la presentazione ufficiale avvenuta ormai qualche giorno fa – è un altro: costruire un sistema che ragioni in autonomia, mappando gli spazi e adattandosi alle abitudini domestiche senza richiedere quella costante attenzione che, lo ammettiamo, spesso trasforma l’innovazione in un’altra fonte di stress quotidiano. Arrivato in Italia con un’offerta di lancio che lo posiziona in una fascia di prezzo decisamente premium, il Flow 2 cerca di giocarsi la partita su tre fronti specifici: la qualità del lavaggio, la gestione intelligente degli ostacoli e la riduzione drastica della manutenzione. Chi scrive ha avuto modo di seguire l’evoluzione di questo marchio fin dalla sua prima incarnazione, e devo dire che quel vecchio modello aveva già colpito nel segno, offrendo un rapporto qualità-prezzo difficile da eguagliare; oggi, però, ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso, a un perfezionamento che coinvolge l’ingegneria interna più che l’estetica esterna.
Il cuore caldo del sistema: lavaggio a rullo e igienizzazione a vapore
A differenza dei tradizionali pattini rotanti che si limitano a spostare lo sporco da una parte all’altra della stanza, una criticità che chiunque abbia provato un robot economico conosce fin troppo bene, Narwal ha introdotto un sistema a rullo continuo (il cosiddetto Track Mop) che promette di cambiare le carte in tavola. La stazione base, infatti, non serve solo a ricaricare la batteria: al suo interno l’acqua viene portata a 60 gradi centigradi prima di essere iniettata attraverso sedici ugelli direttamente sul rullo, che durante il passaggio esercita una pressione di 12N sul pavimento. La vera differenza, però, la fa il meccanismo di autopulizia: un raschietto interno rimuove lo sporco dal rullo in tempo reale, convogliando l’acqua sporca in un serbatoio separato. Il risultato, confermano le prime prove sul campo, è che il pavimento viene sempre lavato con acqua pulita, evitando quelle antiestetiche striature che rovinano l’effetto finale. La base, inoltre, si igienizza da sola raggiungendo i 100 gradi per eliminare muffe e batteri, mentre l’asciugatura ad aria calda (60 gradi) completa il ciclo senza lasciare umidità residua.
Navigazione e intelligenza artificiale: occhi puntati sugli ostacoli
Spostando l’attenzione sulla mobilità, il Flow 2 abbandona la classica torretta Lidar sporgente – una scelta che gli permette di fermarsi a un’altezza di soli 95 millimetri – e affida la navigazione a una doppia fotocamera RGB con un campo visivo di 136 gradi. Sotto il cofano lavora una puL’implementazione dell’intelligenza artificiale, poi, non è puro marketing. Il dispositivo è in grado di riconoscere oltre trecento tipologie di oggetti, dai cavi elettrici alle scarpe, dai giocattoli agli escrementi di animali domestici, e segnala ogni ritrovamento con un’icona e una fotografia direttamente sull’applicazione. Durante i test effettuati nelle settimane precedenti al lancio, il robot si è dimostrato preciso – forse anche troppo, sfiorando gli ostacoli con un margine millimetrico che rasenta il nervosismo – ma senza mai incastrarsi o causare danni. La modalità “Freo”, quella che lascia decidere all’algoritmo l’approccio migliore, analizza il nome della stanza (cucina, salotto, bagno) e lo sporco previsto per scegliere se aspirare, lavare o fare entrambe le cose, magari passando due volte su un’area particolarmente sporca come quella davanti ai fornelli.
Potenza e limiti strutturali: cosa c’è sotto il cofano
Con una potenza di aspirazione dichiarata di 31.000 Pascal, un valore che supera abbondantemente i 22.000 del modello precedente, il Flow 2 non ha problemi a rimuovere polvere fine e peli di animali anche dai tappeti a pelo corto. La tecnologia CarpetFocus, come la chiama l’azienda, crea un effetto di tenuta stagna quando il robot rileva una superficie tessile, abbassandosi completamente per ottimizzare il risucchio. Tuttavia, nessun prodotto è perfetto, e anche qui emergono dei compromessi strutturali. Il primo è la mancanza di una spazzola laterale estensibile: gli angoli più remoti e i battiscopa restano quindi di competenza umana, anche se l’aspirazione quotidiana riduce drasticamente l’accumulo di polvere in quelle zone. Il secondo riguarda il consumo idrico, che risulta piuttosto elevato; su una superficie di 45-50 metri quadrati, il serbatoio dell’acqua sporca si riempie dopo appena due cicli di lavaggio intensivo, un aspetto da considerare per chi ha case molto ampie o non vuole intervenire manualmente ogni giorno.
Prezzi e offerta di lancio: un investimento calibrato
Disponibile in Italia a partire dal 20 aprile, il Narwal Flow 2 si presenta sul mercato con un listino che parte da 1.299 euro per la versione con stazione base standard, mentre la versione compatta (più bassa di soli 28 centimetri e predisposta per l’allaccio diretto all’impianto idrico) raggiunge quota 1.499 euro. Per invogliare i primi acquirenti, Narwal ha attivato una promozione early-bird valida fino al 10 maggio che abbassa il prezzo a 1.099 euro per il modello standard e a 1.299 euro per quello compatto, con in omaggio un pacchetto di accessori del valore di circa 200 euro (spedito separatamente a partire da metà maggio) e una garanzia estesa a tre anni. Si tratta di cifre allineate a quelle della concorrenza di fascia alta, dove ormai la soglia dei mille euro è stata abbondantemente superata da tutti i principali produttori.




