Ascolti tv del 9 marzo, vince Guerrieri ma Scherzi a Parte tiene testa in share

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il lunedì sera della televisione italiana, quello del 9 marzo, ha offerto un bivio netto al pubblico, diviso tra l’esordio di una nuova fiction di impegno civile e la replica di un classico dell’intrattenimento leggero, e i numeri diffusi nelle ultime ore raccontano di una sfida vinta sulla carta da Raiuno ma con un sostanziale pareggio in termini di fedeltà del pubblico, se si analizza la qualità della visione più che la quantità assoluta. La serie intitolata “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”, che vede Alessandro Gassmann vestire i panni del celebre avvocato Guido Guerrieri nato dalla penna di Gianrico Carofiglio, ha infatti conquistato 3.878.000 spettatori, un risultato che si traduce in uno share del 22,7 per cento e che le vale il primo posto nella classifica delle preferenze, ma la vittoria, a ben vedere, non è così netta come potrebbe apparire a un primo sguardo.

Sull’altro fronte, Canale 5 opponeva una nuova puntata di “Scherzi a Parte”, il programma storico trascinato dalla verve di Max Giusti, capace di attirare davanti al video 3.208.000 telespettatori, un numero inferiore in valore assoluto ma che, se rapportato al totale del pubblico presente in quella fascia oraria, balza al 23,6 per cento di share, superando addirittura la proposta di Viale Mazzini e dimostrando come il varietà, nonostante gli anni, conservi una presa saldissima sul suo nucleo di fedelissimi, ieri sera intrattenuti dalle beffe ai danni di personaggi come Claudio Amendola e Selvaggia Lucarelli. L’analisi dei dati, del resto, impone sempre una riflessione più articolata sul semplice conteggio dei singoli spettatori, perché se è vero che la fiction di Raiuno ha portato a casa pi๠teste, è altrettanto vero che il pubblico di Mediaset si è dimostrato più compatto e meno disperso.

Lo Stato delle Cose e l’access prime time, con Gerry Scotti che supera Stefano De Martino

Scorrendo il resto del palinsesto della prima serata, emergono poi altri dati di rilievo che disegnano un panorama variegato, dove il talk show di approfondimento continua a ritagliarsi la sua nicchia e il cinema in chiaro fatica a competere con l’offerta delle piattaforme. Su Rai Tre, la macchina di “Lo Stato delle Cose” condotta da Massimo Giletti ha totalizzato 1.086.000 spettatori e un buon 6,4 per cento, confermandosi un appuntamento solido per quel pubblico che cerca dibattito e cronaca, mentre su Italia 1 il cult “Top Gun” con Tom Cruise ha dovuto accontentarsi di 918.000 spettatori e un 5,2 per cento, segno che il richiamo del cinema d’azione classico, seppur potente, non basta più a scalfire più di tanto l’audience delle reti generaliste. Chi invece non conosce crisi è il segmento dell’access prime time, quella fascia strategica che precede il prime time, dove il duello tra Gerry Scotti e Stefano De Martino infiamma le serate con la regolarità di un orologio svizzero, e ieri la spunta il volto storico di Mediaset.

La “Ruota della Fortuna” condotta da Scotti ha infatti raccolto 5.277.000 spettari con un eccellente 24,7 per cento di share, un risultato che gli consente di precedere il competitor di Raiuno, quel Stefano De Martino che con “Affari Tuoi” si è fermato a 5.125.000 spettatori e al 23,7 per cento, un margine, quello che separa i due conduttori, che conferma come il programma dei pacchi, nonostante il successo della gestione De Martino, debba ancora fare i conti con la macchina robusta e rodatissima del game show storico di Canale 5. Il piccolo schermo, in fondo, continua a vivere di queste sfide quotidiane fatte di numeri e percentuali, dove ogni rete gioca le sue carte e il pubblico, sovrano, decreta preferenze che spesso raccontano molto più del semplice gusto per un programma, rivelando abitudini consolidate e fedeltà che attraversano le generazioni.

Le altre reti e il pubblico fluttuante tra Quarta Repubblica e La Torre di Babele

Se l’attenzione principale, come sempre, si concentra sul duello tra le due ammiraglie, non vanno dimenticate le proposte delle altre reti che contribuiscono a comporre il mosaico degli ascolti serali, intercettando fette di pubblico magari più esigenti o semplicemente alla ricerca di alternative ai due colossi. Su Rete 4, ad esempio, “Quarta Repubblica” con Nicola Porro ha raccolto 757.000 spettatori, pari a un 5,7 per cento, confermandosi un contenitore di opinioni e dibattito politico che tiene banco tra i telespettatori del centro-destra, mentre su La7 il programma “La Torre di Babele” è riuscito a conquistare 899.000 spettatori e un 4,8 per cento, un risultato non banale per una rete che punta su un’informazione di taglio spesso più analitico e meno urlato.

La serata, nel suo insieme, ha dunque fotografato un pubblico frammentato ma reattivo, capace di premiare tanto la novità rappresentata dal personaggio di Carofiglio, un avvocato tormentato e profondo che Gassmann porta sullo schermo con la sua consueta intensità, quanto la leggerezza confezionata a regola d’arte da “Scherzi a Parte”, un prodotto che dopo decenni continua a funzionare grazie a una formula collaudata e a una macchina produttiva che non lesina sugli effetti speciali e sulle gag. La sensazione, analizzando i flussi, è che il pubblico italiano della prima serata del lunedì sia ormai un pubblico maturo, che sa cosa vuole e dove cercarlo, dividendosi tra la fiction di qualità e l’intrattenimento popolare senza troppi sensi di colpa, decretando di fatto un sostanziale equilibrio che lascia tutti sostanzialmente soddisfatti, in attesa della prossima tornata.

Description: Ascolti tv del 9 marzo 2026: la fiction Guerrieri con Gassmann vince in spettatori, ma Scherzi a Parte prevale in share. Bene Giletti e Gerry Scotti nell'access.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.