Campagna vaccinale antinfluenzale in Sicilia: a Messina 75mila dosi, ma l'Isola arranca al 52%

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Prosegue, non senza contraddizioni, la campagna di vaccinazione contro l'influenza stagionale in Sicilia, un'operazione la cui riuscita parziale finisce per riverberarsi, quasi inevitabilmente, sulle condizioni di lavoro nei reparti di emergenza. In provincia di Messina, stando ai numeri più recenti, il percorso di immunizzazione ha visto l'utilizzo di circa 75mila dosi, un dato che, considerando le scorte totali acquisite dal territorio peloritano, equivale a un impiego del 42% dei vaccini a disposizione. La stessa Messina, è bene ricordarlo, figura tra le province che hanno investito maggiormente nella prevenzione, avendo assicurato al proprio bacino d'utenza un quantitativo di 180mila dosi, una cifra che rappresenta da sola il 14.3% del totale regionale. Una disponibilità cospicua, dunque, che non sembra però tradursi in un'adesione altrettanto vigorosa su scala isolana.

Il quadro regionale tra numeri virtuosi e una copertura insufficiente

Se si allarga lo sguardo all'intera regione, il quadro che emerge dal report del Dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico è quello di una campagna procedente a rilento, con percentuali che faticano a decollare nonostante la circolazione, particolarmente aggressiva in questa stagione, dei virus influenzali. Al 4 gennaio, infatti, in Sicilia sono state inoculate complessivamente 655.384 dosi, una cifra che, seppur rilevante in valore assoluto, corrisponde a poco più della metà – il 52,24% per l'esattezza – delle 1.254.500 dosi che la Regione aveva preventivamente acquisito. Una discrepanza significativa, quella tra vaccini disponibili e vaccini effettivamente somministrati, sulla quale gli esperti non hanno esitato a richiamare l'attenzione, sottolineando come una copertura più estesa avrebbe probabilmente mitigato l'attuale ondata di accessi ai pronto soccorso.

Le dichiarazioni tecniche e la pressione sui servizi sanitari

A confermare il nesso tra la modesta adesione alla campagna e l'aumento della pressione ospedaliera è stato il dirigente generale del Dasoe, il quale ha osservato come l'impennata di pazienti con sintomatologie riconducibili all'influenza costituisse un evento ampiamente prevedibile, il cui impatto, tuttavia, sarebbe stato contenuto da una risposta immunitaria di massa più ampia. Un fenomeno, quello dell'affollamento nei reparti di emergenza, che si presenta come la diretta conseguenza di una scelta collettiva, o meglio della rinuncia a una scelta preventiva da parte di molti. Tra le province, comunque, non mancano le eccellenze: Catania, ad esempio, con le sue 263 mila dosi acquistate, detiene circa il 20,9% delle scorte totali dell'Isola, classificandosi subito dopo Palermo per disponibilità di vaccini.

Il caso di Siracusa e la fotografia di un'Isola a due velocità

Una menzione particolare, in questo panorama disomogeneo, spetta infine al territorio aretuseo, che si distingue per aver raggiunto una delle percentuali di somministrazione più elevate a livello regionale. A Siracusa, infatti, sono state utilizzate 55.919 dosi, una performance che corrisponde a un tasso di adesione del 66,57%, ben al di sopra della media siciliana. Questo dato positivo, se da un lato dimostra come una risposta efficiente e capillare sia concretamente realizzabile, dall'altro non basta a compensare le criticità del sistema nel suo complesso, lasciando aperta la questione delle cause profonde che, in altre zone, hanno frenato la partecipazione dei cittadini a un'azione di sanità pubblica ritenuta fondamentale dagli specialisti del settore.

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