Mari italiani bollenti, temperature fino a 28°: "Mediterraneo ormai tropicalizzato"
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Redazione Interno
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Le acque che bagnano la penisola hanno toccato picchi inediti per fine giugno, con valori che superano di gran lunga le medie stagionali. Nella giornata di lunedì 30, il Mar Ligure ha raggiunto i 28 gradi, un dato che supera di ben sei gradi la norma, mentre l’Adriatico settentrionale e il basso Tirreno hanno registrato temperature analoghe. Altrove, il termometro oscilla tra i 25 e i 27 gradi, confermando una tendenza che gli esperti definiscono ormai strutturale.
«Una volta si parlava di ondate di calore, oggi è un’unica, lunga estate rovente», osserva Luca Mercalli, climatologo e presidente della Società Meteorologica Italiana. Autore di saggi come Breve storia del clima italiano, pubblicato da Einaudi, Mercalli sottolinea come il Mediterraneo sia ormai "tropicalizzato", con eventi estremi sempre più frequenti e intensi. «I nostri nonni ricordavano inverni rigidi. Oggi, invece, il mare in Liguria a giugno è una vasca tiepida, se non un brodo», aggiunge, riferendosi alle rilevazioni di Copernicus, il sistema satellitare europeo che ha misurato una media mensile di 27 gradi, cinque in più rispetto alla norma. Un dato che supera persino quello del 2003, annata considerata finora la più torrida del secolo, quando il picco giornaliero si fermò a 26,4 gradi.
Sul Tirreno, intanto, la colonnina sale ulteriormente. Al largo della Calabria, le acque superficiali hanno sfiorato i 30 gradi, valori tipici di agosto inoltrato. «Quello che stiamo vivendo è l’effetto di un riscaldamento progressivo, con mari che trattengono il calore e lo rilasciano gradualmente», spiegano gli esperti, i quali evidenziano come l’assenza di vento abbia contribuito a creare condizioni quasi stagnanti.
La situazione non riguarda solo l’Italia. L’intero bacino mediterraneo sta subendo un’accelerazione nel processo di tropicalizzazione, con conseguenze che vanno ben oltre il disagio dei bagnanti. Se da un lato le spiagge si riempiono già a inizio stagione, dall’altro la fauna marina è sottoposta a stress crescenti, con specie aliene che avanzano e habitat naturali sempre più compromessi. Senza contare gli effetti sul meteo: un mare più caldo alimenta fenomeni violenti, come nubifragi e trombe d’aria, sempre meno circoscritti ai soli mesi autunnali.




