Harry, viaggio a Londra in bilico: stop alla scorta per Meghan e i figli

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il possibile ritorno del principe Harry nel Regno Unito, che avrebbe dovuto rappresentare un momento di svolta nei rapporti con la famiglia reale, si scontra ora con un ostacolo di natura pratica e di non poco conto. La richiesta di protezione di polizia per il soggiorno che il duca e la duchessa di Sussex avrebbero dovuto compiere a luglio, insieme ai loro figli Archie e Lilibet, è stata ufficialmente respinta.

Una decisione che, secondo quanto riportato dalla Bbc, ha gettato nello scompiglio il team del principe, costringendolo a rivalutare l'intera impalcatura di un viaggio che era stato pensato come il primo vero ritorno in famiglia dopo quattro lunghi anni di assenza e di frizioni.

La scorta negata e i piani in bilico

Il rifiuto, comunicato venerdì scorso al team legale del duca di Sussex, sancisce che la sicurezza durante la permanenza non sarà finanziata dai contribuenti britannici, vanificando di fatto la richiesta formale presentata per ottenere la scorta. Questa presa di posizione da parte delle autorità, che non hanno concesso alcuna deroga per la famiglia del secondogenito di re Carlo, rischia di far saltare un'occasione che era stata costruita con cura nei mesi precedenti.

La visita, prevista per la prima settimana di luglio, era stata concepita non solo come un momento privato, ma anche come un potenziale catalizzatore per quella che gli addetti ai lavori hanno ribattezzato "Operation Reconciliation", un piano su cui emissari di palazzo e del principe lavoravano alacremente da gennaio per ricucire lo strappo della Megxit.

Sandringham e gli accordi segreti con il re

Nonostante il rifiuto sulla scorta, l'offerta di re Carlo III rappresenta un gesto di apertura che non era stato registrato nelle precedenti occasioni. Il sovrano ha infatti messo a disposizione una delle sue residenze ufficiali per ospitare il figlio e la sua famiglia, e questa volta l'invito è stato accettato, con destinazione probabile Sandringham.

È un luogo carico di simbolismo, esattamente la tenuta dove nel 2020 si consumò il definitivo divorzio tra la coppia e gli equilibri della corona, quando la regina Elisabetta II rifiutò la proposta di un ruolo ibrido che avrebbe permesso ai Sussex di restare a metà tra i doveri reali e l'indipendenza americana.

Per rendere possibile l'incontro, sono stati siglati accordi riservati che mettono nero su bianco le condizioni della visita: niente interviste, nessuna foto social non preventivamente concordate e la rigorosa esclusione di qualsiasi tentativo di commercializzazione dell'evento, a garanzia di un approccio che il re vuole mantenere strettamente confidenziale.

Le implicazioni per il futuro dei Sussex

La partita che si gioca in queste settimane, dunque, va oltre la semplice logistica di un viaggio con due bambini piccoli. La decisione di Scotland Yard di negare la protezione a Meghan Markle e ai piccoli Archie e Lilibet, se da un lato segue un iter burocratico preciso che esclude dalla copertura pubblica coloro che non svolgono più ruoli ufficiali per la monarchia, dall'altro rischia di minare alla base la fiducia della coppia nella loro sicurezza durante le visite in patria.

Harry, che ha reso una battaglia personale la questione della sicurezza della sua famiglia dopo aver perso il diritto alla scorta automatica in seguito al ritiro dai doveri reali, si trova ora a dover pesare il rischio concreto della mancanza di tutele contro il desiderio di riavvicinamento al padre, malato e bisognoso di ritrovare un'armonia perduta. Il fatto che questa sarebbe la prima visita familiare nel Regno Unito degli ultimi quattro anni sottolinea quanto sia delicato il momento.

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