Alfonso Signorini in procura: "Nessuna violenza sessuale, né estorsione"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Alfonso Signorini, il giornalista noto per la conduzione del Fratello e la direzione di Chi Magazine, ha scelto la via della spontaneità presentandosi personalmente, mercoledì 7 gennaio, nel palazzo di giustizia di Milano. Lì, assistito dai legali Daniela Missaglia e Domenico Aiello, è stato ascoltato dai pubblici ministeri per oltre tre ore, nel ruolo di indagato, a seguito della querela depositata dall’ex concorrente del reality Antonio Medugno. La posizione assunta dinanzi ai magistrati è stata di netto e totale rifiuto delle accuse, che gravano sulla sua figura, di violenza sessuale ed estorsione. «Da me nessuna violenza, né estorsione», ha dichiarato Signorini, secondo quanto riportato, fornendo una ricostruzione dei fatti che si pone in radicale contrapposizione con la narrazione offerta dal suo denunciante.
Le dichiarazioni spontanee in Procura
L’incontro con i magistrati, che procedono nelle indagini su una vicenda portata inizialmente alla luce da un episodio del format “Falsissimo” di Fabrizio Corona e successivamente da una denuncia formale, è stato caratterizzato da dichiarazioni spontanee e risposte puntuali a ogni sollecitazione. Il conduttore televisivo, il cui nome è legato a programmi di ampio ascolto e a una rivista di cronaca rosa, ha ribadito con decisione la propria estraneità ai reati contestati. Ha parlato, nel corso del lungo colloquio, anche della questione delle chat, rivendicando – fonti vicine alla sua difesa lasciano intendere – una condotta sempre improntata alla correttezza e alla professionalità, elementi che considera pilastri del suo operato sia in veste di giornalista che di conduttore.
Le accuse e il contesto della vicenda
La denuncia alla base delle indagini proviene da Antonio Medugno, ventisettenne modello che aveva partecipato al Fratello vip, il quale ha sporto querela per episodi che, a suo dire, risalgono a un passato recente. Le accuse, di una gravità che non sfugge a nessuno, hanno trovato una prima e pubblica cassa di risonanza attraverso il programma di Corona, per poi approdare sugli scrivani della procura milanese. È proprio questa sequenza di eventi, dalla tv al tavolo degli investigatori, ad avere attirato l’attenzione dei media sul caso, che unisce personaggi noti al grande pubblico a dinamiche giudiziarie complesse. L’udienza di garanzia, che rappresenta il prossimo passo formale, non è ancora stata calendarizzata, mentre il fascicolo prosegue il suo iter istruttorio.
Il percorso giudiziario in corso
La procedura, avviata con il deposito della denuncia di Medugno, ha condotto all’iscrizione di Signorini nel registro degli indagati, un atto considerato dovuto per dare corso alle investigazioni. L’interrogatorio di garanzia, al quale il giornalista si è sottoposto spontaneamente, costituisce una tappa significativa in questo percorso, offrendo all’indagato la possibilità di esporre la propria versione dei fatti prima ancora che venga formalmente disposta. La difesa, attraverso la voce degli avvocati, ha sottolineato la massima collaborazione fornita dai propri assistiti, confidando che le indagini chiariscano rapidamente ogni aspetto della vicenda. Il lavoro dei pubblici ministeri procede ora nell’esame delle dichiarazioni rese e di tutti gli elementi acquisiti, per valutare la sussistenza o meno degli estremi per chiedere il rinvio a giudizio.




