Paradosso Cardinale: Pulisic uomo del futuro Milan che non rinnova, con Leao è addio
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Redazione Sport
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Un fulmine a ciel sereno? Nemmeno per sogno, perché il malessere di Rafa Leao era palpabile già da mesi, annidato tra panchine pesanti (l’ultima, quella contro il Cagliari) e un rapporto ormai logoro con l’allenatore, tanto che a Milanello nessuno si è strappato i capelli per la sostanza del suo sfogo, quanto piuttosto per i modi e le tempistiche scelte dal portoghese.
L’attaccante, nel corso di un evento promozionale in Portogallo, ha infatti sganciato una bomba a orologeria destinata a esplodere nel mercato estivo, dichiarando di aver dato tutto al club e di volersi concedere una nuova sfida in un altro campionato, magari tra Premier League e Liga.
E se Leao ha ormai un piede fuori da Milanello, dall’altra parte del campo - o meglio, del pianeta - emerge il paradosso più clamoroso di questa rifondazione: Christian Pulisic, l’americano voluto come nuovo simbolo dal patron Gerry Cardinale, sembra invece arenato sulle secche di un rinnovo che non decolla.
I modi contano più della sostanza, e il Milan non vuole svendere il suo 10
Le parole di Leao, riportate in prima pagina dalla Gazzetta dello Sport, sono state chiare, tondo e indiscutibili: « Ho dato tutto a questo club » e « tutti hanno sogni, sfide e obiettivi, anche io voglio provare una nuova sfida », un addio che non ammette replica e che sancisce la fine di sette anni di alti e bassi.
Secondo quanto rivelato dalla rosea, il club di via Aldo Rossi sarebbe rimasto infastidito da questa presa di posizione unilaterale; non tanto per la volontà di partire - che era già nei piani della dirigenza, vista la valutazione del costo storico del cartellino (49,5 milioni al 30 giugno 2025) - ma per il momento scelto da Rafa, a ridosso del Mondiale e con la società ancora in una fase di "liberi tutti" per quanto riguarda i vertici dirigenziali.
Al di là del fattaccio, però, la linea strategica è ferrea: Leao non sarà svenduto.
Con un contratto fino al 2028 e un ingaggio da 7 milioni netti, il Milan intende incassare almeno 40 milioni di euro per non registrare una minusvalenza, consapevole che la clausola da 175 milioni è carta straccia in questo specifico contesto di mercato.
Pulisic, l’erede mancato che costa meno di Leao ma chiede il raddoppio
Proprio mentre Leao cerca una destinazione tra Manchester United e Arsenal (rivelando una certa passione per i Red Devils, squadra del suo idolo Cristiano Ronaldo), in casa Milan si consuma un paradosso gestionale che ha come protagonista Christian Pulisic.
L’esterno statunitense, il cui contratto scade nel giugno del 2027, è stato indicato da Gerry Cardinale come il "nuovo simbolo" del progetto rossonero per la prossima stagione; eppure, le trattative per il rinnovo sono in totale stallo ormai da mesi.
L’entourage dell’americano ha messo sul piatto una richiesta chiara: raddoppio dell’ingaggio, dagli attuali 4 milioni fino a quota 7, per allinearlo agli stipendi dei top player come Leao o Mike Maignan; una cifra che il Milan, in questo momento di transizione economica e societaria, non sembra intenzionato a garantire.
E così, mentre il portoghese dichiara guerra a muso duro per andarsene, l’americano rischia di restare per inerzia, inchiodato a un contratto in scadenza che lo renderebbe un caso simile a quello di Leao, ma a parti invertite.
L’inverno dei discontenti: il vuoto di potere lascia spazio a un’estate di fuoco
Il giornalista Enzo Bucchioni, nel suo editoriale, ha descritto efficacemente l’aria che si respira a Milanello: siamo di fronte a uno "Ibrahimović one man show", con un senior advisor (Zlatan) chiamato a ruggire e a mettere ordine in una casa che rischia di andare a fuoco da tutte le parti.
L’addio di Leao è solo la punta dell’iceberg di una rosa che potrebbe vedere le partenze di diversi senatori; si parla di Luka Modric, in scadenza e senza la certezza della Champions, e di Adrien Rabiot, fedelissimo di Allegri che potrebbe seguire l’ex tecnico altrove. In questo contesto di vuoto di potere (con i ruoli di ds, ad e allenatore ancora da riempire), l’annuncio di Leao ha avuto l’effetto di un macigno.
Nessuno, nelle gerarchie attuali, è in grado di garantire un progetto a Pulisic per convincerlo a firmare, né di imporre un silenzio stampa a Leao per proteggere l’asset economico. Il paradosso è servito: il Milan rischia di perdere a parametro ridotto il suo uomo vetrina (Leao) per le pressioni dello stesso, e di incepparsi sul rinnovo del suo nuovo potenziale faro (Pulisic), mentre la pantera (Ibrahimovic) osserva e aspetta il momento giusto per graffiare.




