New York, elicottero cade sull’Hudson: la dinamica della tragedia che ha ucciso sei persone

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In pochi, drammatici secondi, un volo turistico sul fiume Hudson si è trasformato in una trappola mortale. L’elicottero, un Bell 206 della società New York Helicopters, ha perso la coda in volo, seguito dal distacco delle pale del rotore, prima di schiantarsi nelle acque gelide del fiume che costeggia Manhattan. A bordo, il pilota 36enne e cinque passeggeri: Agustín Escobar, amministratore delegato di Siemens Spagna, sua moglie Mercè Camprubí Montal — manager in una multinazionale del settore energetico, che proprio ieri avrebbe compiuto 40 anni — e i loro tre figli, di 4, 8 e 10 anni. Nessuno è sopravvissuto.

La sequenza dell’incidente, ricostruita attraverso i primi rilievi tecnici e le testimonianze oculari, lascia poco spazio all’ipotesi di un errore umano. Dopo il decollo da un eliporto di Manhattan, l’elicottero aveva iniziato a sorvolare l’Hudson, una rotta comune per i tour panoramici. È stato allora che la coda si è staccata, forse a causa di un cedimento strutturale, provocando un’immediata perdita di controllo. Le pale, divelte dalla forza centrifuga, hanno proseguito la loro traiettoria per qualche secondo, minacciando di colpire la zona circostante, dove passeggiavano ignari turisti. Fortunatamente, nessuno a terra è rimasto ferito.

Le operazioni di recupero dei corpi, complicate dalle correnti e dalla bassa temperatura dell’acqua, sono state condotte dai sommozzatori della polizia portuale. Il velivolo, frantumato nell’impatto, giace ora a una profondità di circa 30 metri, mentre i rottami sono stati dispersi in un’area vasta, segno della violenza dello schianto. L’Ntsb, l’agenzia federale statunitense per la sicurezza dei trasporti, ha già avviato un’indagine per accertare le cause tecniche del disastro, con particolare attenzione alla manutenzione del mezzo e alle condizioni meteorologiche al momento del volo.

Quella di ieri non è la prima tragedia del genere sull’Hudson: nel 2009, un Airbus A320 era ammarato nello stesso fiume dopo uno scontro con uno stormo di uccelli, episodio passato alla storia come il "miracolo sull’Hudson" per l’abilità del pilota che salvò tutti i passeggeri. Stavolta, però, non c’è stato spazio per un lieto fine. La famiglia Escobar, in vacanza nella Grande Mela per celebrare il compleanno di Mercè, è stata stroncata nel pieno di quella che avrebbe dovuto essere una giornata di festa. Il pilota, con anni di esperienza alle spalle, non ha avuto il tempo di tentare una manovra di emergenza.

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