Milan, nessuno come loro nelle rimonte: 8 recuperi da svantaggio in stagione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è stata, finora, l’annata che i tifosi del Milan si aspettavano. Con 57 punti in classifica, frutto di 16 vittorie, 9 pareggi e 10 sconfitte, i rossoneri navigano in una posizione insoddisfacente, lontana dalle vette che avevano caratterizzato gli ultimi anni. L’avventura di Paulo Fonseca, iniziata con qualche incertezza, si è conclusa prematuramente dopo il deludente pareggio interno contro la Roma, lasciando spazio a Sergio Conceição. L’arrivo del tecnico portoghese, seppur segnato dall’immediato successo in Supercoppa italiana contro l’Inter, non ha ancora prodotto la svolta sperata, lasciando la squadra in bilico rispetto alla qualificazione alle competizioni europee.

Eppure, in questa stagione irta di difficoltà, il Milan ha dimostrato una caratteristica che pochi possono vantare: la capacità di rialzarsi quando sembra già tutto perduto. Nell’ultimo posticipo della 35ª giornata, contro il Genoa, i rossoneri hanno ribaltato un risultato che sembrava compromesso. Al Ferraris, sotto una pioggia battente, il primo tempo aveva visto Maignan salvare due occasioni pericolose, ma al 61’ Vitinha, appena entrato, aveva spezzato l’equilibrio. La reazione, però, non si è fatta attendere: al 76’ Rafael Leão, lanciato da Gimenez, ha trovato il pareggio con un tiro deviato, e un minuto dopo un autogol di Frendrup ha consegnato ai milanisti tre punti preziosi.

Quella di Genova è solo l’ultima di una serie di rimonte che hanno caratterizzato l’era Conceição. Da quando il tecnico ha preso le redini della squadra, il Milan ha recuperato ben otto partite in cui era passato in svantaggio. Le prime due, decisive, arrivarono proprio in Supercoppa italiana, contro Juventus e Inter, permettendo alla squadra di sollevare il trofeo. In campionato, poi, la stessa determinazione è emersa in diverse occasioni, dimostrando una resilienza che pochi altri club possono vantare.

Leão, protagonista assoluto della vittoria al Ferraris, ha incarnato meglio di chiunque altro questo spirito. Entrato al 28’ per sostituire un compagno in difficoltà, il portoghese ha cambiato le sorti della partita, non solo con il gol del pareggio ma anche con la pressione che ha portato all’autorete decisiva. La sua prestazione, carica di energia e qualità, ha ribadito quanto il suo contributo possa essere determinante nelle fasi più complicate.

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