Lutto e indagini per l'agente Imprezzabile, il racconto del fermato: «Non l'ho toccato»
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Redazione Interno
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Un minuto di silenzio ha spezzato il viavai di piazza San Magno a Legnano, questa mattina, per onorare la memoria di Francesco Imprezzabile, l'agente della Polizia Locale di Milano precipitato dalla propria moto durante un inseguimento a Peschiera Borromeo. Gli agenti dei Comuni che aderiscono all'aggregazione dell'Asse del Sempione hanno voluto rendere omaggio al collega di appena 39 anni, la cui scomparsa ha scosso profondamente il mondo della sicurezza locale.
La cerimonia, sobria e partecipata, ha rappresentato un momento di riflessione collettiva sulla tragica evenienza che ha strappato alla divisa un uomo che, secondo quanto emerso, stava semplicemente svolgendo il proprio dovere.
La dinamica e l'arresto del fuggitivo
Tutto è accaduto nella serata di lunedì, quando un posto di blocco allestito in zona Ponte Lambro ha intimato l'alt a un'Audi Q8 risultata poi noleggiata nel Bergamasco. Alla guida del pesante Suv c'era Genti Berisha, un giovane di origini albanesi che compirà ventisei anni ad ottobre, il quale anziché fermarsi ha impresso un'accelerazione brusca, innescando un inseguimento che si è rivelato fatale per il motociclista della Locale.
L'auto, dopo aver forzato il controllo, è stata individuata e bloccata soltanto in un secondo momento all'interno di una casa di ringhiera a Monza, dove è scattato l'arresto del conducente da parte degli agenti della Polizia Locale di Milano e della Stradale. Le indagini, coordinate dalla Procura, stanno ora cercando di ricostruire ogni frazione di secondo di quella corsa, con particolare attenzione alle traiettorie e alle distanze tra i due mezzi.
La versione fornita al difensore
Nel carcere di San Vittore, dove è stato ristretto in attesa delle decisioni dell'autorità giudiziaria, Berisha ha incontrato il proprio legale, l'avvocato Fabrizio Cardinali, e ha fornito una versione dei fatti che gli inquirenti stanno vagliando con il consueto scrupolo. «Io non l'ho toccato. All'alt ho accelerato e ho superato altre macchine. Non ho più visto nessuno. Non mi sono accorto di nulla», ha dichiarato il giovane, visibilmente scosso secondo quanto riferito dal difensore, aggiungendo parole di scusa rivolte allo Stato e alla famiglia dell'agente scomparso.
Nel racconto, il ventisettenne sostiene di non essersi reso conto della caduta del vigile urbano e di non aver quindi provocato un urto diretto con il mezzo in sella al quale viaggiava Imprezzabile.
I dubbi investigativi e le verifiche in corso
Proprio questa ricostruzione, incentrata sulla negazione di un contatto fisico tra il Suv e la moto, rappresenta adesso il nodo centrale su cui si concentrano le attenzioni degli investigatori, i quali nutrono più di un dubbio sulla piena attendibilità del racconto.
Le verifiche tecniche, che si avvalgono delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti lungo il percorso e dei rilievi effettuati dalla polizia scientifica, mirano a stabilire se la dinamica possa essere compatibile con una perdita di controllo del mezzo da parte dell'agente causata dalla manovra spericolata del fuggitivo, anche in assenza di un impatto materiale tra i due veicoli.
L'episodio, che ha suscitato forte commozione negli ambienti istituzionali al punto che il capoluogo lombardo ha proclamato il lutto cittadino, rimane al centro di un'indagine che dovrà chiarire ogni responsabilità, nell'attesa che gli esami disposti dalla magistratura forniscano elementi più concreti sulla dinamica dell'incidente.




