La ps6 potrebbe arrivare nel 2029, switch 2 a rischio rincaro: l’ia stravolge il mercato delle console

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’industria delle console domestiche, un settore abituato a pianificare con anni di anticipo le proprie strategie commerciali, si trova improvvisamente a fare i conti con una variabile impazzita e in grado di ridefinire gli equilibri di mercato: l’intelligenza artificiale. La crescita esponenziale di questa tecnologia, e la conseguente necessità di costruire data center sempre più potenti e capillari in ogni angolo del globo, ha innescato un effetto domino i cui contraccolpi stanno investendo in pieno la filiera produttiva dell’hardware videoludico. Le memorie RAM, componenti essenziali e non negoziabili per qualsiasi dispositivo elettronico destinato al grande pubblico, sono diventate un bene improvvisamente scarso e dal costo in rapida lievitazione, una circostanza che sta costringendo i colossi del settore a riconsiderare radicalmente le proprie roadmap future -1.

Secondo quanto riportato in un’analisi approfondita pubblicata da Bloomberg, e ripresa da diverse testate specializzate, Sony, il colosso nipponico dell’elettronica, starebbe seriamente valutando l’ipotesi di posticipare il lancio della tanto attesa PlayStation 6. La finestra di lancio originariamente prevista per il 2027, che rispettava il tradizionale ciclo vitale di sette anni che ha caratterizzato le precedenti generazioni della console, sarebbe ora destinata a slittare in avanti in maniera significativa. Fonti vicine alla società, citate dall’agenzia di stampa finanziaria, parlano di un rinvio che potrebbe spingersi fino al 2028 o, in uno scenario considerato ormai più che concreto, addirittura al 2029 -3-5-8. Una decisione drastica, quest'ultima, che rappresenterebbe una cesura netta con il passato e che l'azienda starebbe ponderando per evitare di dover immettere sul mercato una console dal prezzo di lancio proibitivo. La strategia del rinvio, spiegano gli analisti, consentirebbe a Sony di attendere una stabilizzazione del mercato dei componenti, sperando in un futuro calo del costo delle memorie, evitando così di dover scegliere tra assorbire internamente gli aumenti – con un impatto devastante sui margini di profitto – o riversarli interamente sul consumatore finale, con il rischio concreto di alienarsi una fetta consistente di pubblico -2.

L’effetto domino sui prezzi e la posizione di nintendo

La crisi innescata dalla domanda di componenti per l’IA non risparmia nemmeno chi, a differenza di Sony, ha già da poco varato la sua nuova ammiraglia. Nintendo, che ha lanciato Switch 2 sul mercato nel corso del 2025, si trova ora in una posizione particolarmente delicata. Le stesse fonti interpellate da Bloomberg, infatti, suggeriscono che la casa di Kyoto stia seriamente considerando la possibilità di aumentare il prezzo della sua console già nel corso del 2026, una mossa che non ha praticamente precedenti per un prodotto ancora nella sua prima fase di commercializzazione -5-10. L'azienda aveva già dovuto assorbire gli incrementi dei costi di produzione legati a dazi e tariffe doganali, ma l'ulteriore e improvvisa impennata dei prezzi delle memorie RAM rischia di rendere insostenibile l'attuale politica dei prezzi, erodendo i margini su ogni singola unità venduta. Shuntaro Furukawa, presidente di Nintendo, aveva già lasciato intendere in passato che un aumento di prezzo non sarebbe stato un tabù in caso di cambiamenti significativi del contesto economico esterno, e le attuali dinamiche di mercato sembrano purtroppo confermare quelle previsioni -3.

Il nodo cruciale delle memorie e le ripercussioni sull’intero settore

Il cuore del problema, come anticipato, risiede nella domanda spasmodica di memoria RAM proveniente dal settore dell'intelligenza artificiale. La costruzione di data center sempre più performanti, indispensabili per addestrare e far funzionare i modelli di IA generativa, sta letteralmente prosciugando la disponibilità di questi componenti sul mercato globale. I produttori di chip, dal canto loro, hanno riorientato la loro capacità produttiva verso i chip per l'IA, più redditizi, lasciando in secondo piano la produzione di memorie per l'elettronica di consumo. Questo squilibrio tra domanda e offerta ha fatto schizzare i prezzi alle stelle: secondo alcune rilevazioni, il costo di alcune tipologie di RAM è aumentato anche di cinque volte nell'arco di pochi mesi, un'impennata che non mostra al momento segnali di inversione di tendenza -7-9. Per Switch 2, che monta 12 GB di RAM, l'impatto è stato immediato, con Nintendo che si è trovata a pagare i moduli di memoria una cifra superiore del 41% rispetto al momento del lancio, una circostanza che ha inevitabilmente compresso i profitti e alimentato i timori di un ritocco al rialzo del prezzo al dettaglio -9.

Silenzi e attese in un mercato in bilico

Le ripercussioni di questa crisi dei componenti potrebbero estendersi ben oltre i due colossi giapponesi, andando a ridefinire gli equilibri competitivi dell'intero settore. Anche Microsoft, secondo quanto riportato da alcune fonti, si troverebbe a dover fare i conti con gli stessi problemi per la sua prossima generazione di Xbox, sebbene al momento non vi siano conferme ufficiali in tal senso -2-10. Un eventuale rinvio simultaneo delle console di nuova generazione da parte di Sony e Microsoft prolungherebbe artificialmente il ciclo di vita di PlayStation 5 e Xbox Series X|S, mentre un aumento di prezzo di Switch 2 potrebbe modificare significativamente le dinamiche di vendita in un mercato, quello delle console, tradizionalmente molto sensibile al fattore prezzo. Né Sony né Nintendo, al momento, hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali per commentare o smentire le indiscrezioni riportate da Bloomberg, un silenzio che appare d'altronde comprensibile data la natura estremamente sensibile delle informazioni relative a strategie industriali e piani di lancio. Quello che appare certo è che l'industria videoludica si trova a dover affrontare una sfida inedita, dove le logiche tradizionali vengono messe in discussione da fattori esterni, come la corsa all'intelligenza artificiale, apparentemente del tutto slegati dal mondo dei videogiochi -1.

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