Tragedia sulla Statale 16, un’auto prende fuoco dopo lo scontro frontale
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Redazione Interno
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Un violento impatto tra due vetture, verificatosi nel primo pomeriggio lungo la Statale 16, ha causato la morte di una persona, la cui vettura, a seguito della collisione, è andata completamente distrutta dalle fiamme. L’incidente, che ha avuto luogo in prossimità dell’incrocio per Villa Musone, nel territorio comunale di Castelfidardo, ha visto l’intervento dei vigili del fuoco, giunti dalle sedi di Osimo e Ancona per domare l’incendio scoppiato su uno dei due veicoli e per rendere sicura l’area, ancora disseminata di detriti e residui della combustione.
La dinamica dello schianto
Stando a quanto è stato possibile ricostruire nelle prime fasi dell’inchiesta, la tragedia si è consumata a causa di uno scontro frontale, di una violenza tale da causare il immediato divampare delle fiamme sull’utilitaria, che, dopo l’urto, ha proseguito la sua corsa finendo contro la barriera di sicurezza. L’automobilista alla guida del mezzo, rimasto purtroppo intrappolato nell’abitacolo invaso dal fuoco, non ha avuto alcuna possibilità di salvarsi, morendo carbonizzato; una fine atroce, sulla quale le autorità competenti stanno ancora indagando per accertare le precise responsabilità e la sequenza esatta degli eventi.
I soccorsi e l’altro ferito
Oltre ai nuclei dei pompieri, sul posto sono giunti anche gli agenti della polizia municipale di Castelfidardo, ai quali spetta il compito di chiarire ogni aspetto della vicenda, compresa la velocità dei veicoli al momento dell’impatto e le condizioni della strada. L’altro conducente coinvolto nel sinistro, un giovane diciannovenne alla guida della seconda autovettura, sebbene ferito, non versa in condizioni gravi, avendo riportato lesioni che, per quanto dolorose, non mettono a repentaglio la sua vita, costituendo per gli investigatori una fonte preziosa per comprendere le ultime fasi prima del tragico schianto.
L’inchiesta in corso
Le operazioni di riconoscimento della vittima, reso necessario dall’entità dei danni subiti dal corpo, sono ancora in corso, così come i rilievi tecnici sulla carcassa ormai irriconoscibile della vettiva, che si sospetta fosse alimentata a metano, un particolare, quest’ultimo, che potrebbe avere avuto un ruolo nell’intensità dell’incendio sviluppatosi dopo lo scoppio. Gli inquirenti, esaminando ogni traccia e ascoltando i testimoni, cercano di dipanare la matassa degli eventi, concentrandosi su un punto cruciale della strada, già teatro di altri incidenti sebbene di minore entità, per stabilire se all’origine dello scontro vi siano state distrazioni, un malore o altre concause.




