Caldo record e allarme idrico in Veneto: da Verona a Venezia città da bollino rosso e dighe aperte in anticipo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quella birretta fresca, quando fuori ci sono 30 gradi, sembra la soluzione perfetta contro la calura che soffoca le città. Invece è uno degli errori più comuni e i medici mettono tutti sul chi va là: niente alcol, niente nicotina, pasti leggeri, tanta acqua. E stare all'ombra di un albero, in un parco verdeggiante, non è sufficiente se le ore sono quelle di rischio elevato. Dopotutto, siamo già dentro quella che potrebbe diventare l'estate più calda dal 2003 (alla faccia del 2022): la temperatura ormai non scende sotto i 25 gradi, le chiamano notti super tropicali. ilgazzettino +3

Venezia e Verona da bollino rosso

Venezia e Verona restano osservate speciali: sono fra le 17 città italiane con il "bollino rosso" secondo il ministero della Salute, il livello di allerta massimo che segnala condizioni meteorologiche in grado di avere effetti significativi sulla salute anche delle persone sane, non solo dei soggetti fragili. amicodelpopolo +3

L'ultimo bollettino aggiornato indica per la giornata di mercoledì 24 giugno ben 16 città da bollino rosso: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo, con l'aggiunta di Bari prevista per giovedì 25 giugno. amicodelpopolo +3

Un quadro che si aggrava di giorno in giorno, considerando che il ministero monitora 27 città e il numero di quelle in massima allerta è in costante aumento: dalle 12 di lunedì 22 giugno si è passati alle 15 di martedì 23, fino alle 16 di mercoledì. La situazione è destinata a durare almeno fino alla fine di giugno, con gli esperti che indicano in almeno altri dieci giorni valori termici molto elevati con picchi fino a 40-41 gradi, ma i 37-38 gradi all'ombra saranno molto diffusi soprattutto al Centro-Nord. rainews +3

Allarme idrico: le dighe aperte in anticipo

Le preoccupazioni, però, non riguardano solo il caldo e l'afa. Temperature elevate, pochissime piogge e riduzione progressiva delle portate dei fiumi rappresentano un allarme sul fronte idrico, in particolare per il Padovano che dipende dalle risorse dell'Adige in sofferenza. A rischio ci sono l'agricoltura e le grandi infrastrutture come il termovalorizzatore che ha enorme bisogno d'acqua per il raffreddamento, utilizzando quella del Piovego.

La Regione Veneto, come confermato dall'assessore all'Ambiente Elisa Venturini, sta quindi valutando il da farsi, anche aprendo anzitempo le dighe venete e trentine se necessario: una misura che normalmente viene valutata nel mese di luglio, spesso a luglio inoltrato. Le riserve presenti negli invasi montani rappresentano una risorsa preziosa, ma senza precipitazioni significative non possono costituire una soluzione strutturale.

Se nei prossimi giorni non si ricostituiranno sia i livelli dei fiumi in pianura sia le disponibilità negli invasi montani, il rischio è quello di entrare in una fase di crisi idrica sempre più marcata.

Una situazione delicata, che impone interventi preventivi. L'Adige, che attraverso il sistema del Lessinio Euganeo Berico contribuisce in modo determinante all'alimentazione idrica del territorio padovano, è già in stato di crisi idrica. Una parte di quest'acqua viene immessa nel Bacchiglione all'altezza di Montegaldella e da lì contribuisce ad alimentare il sistema idraulico che raggiunge Padova, dove la disponibilità d'acqua è fondamentale non soltanto per gli equilibri ambientali e idraulici della città ma anche per il funzionamento di infrastrutture strategiche. rainews +3

Le previsioni meteo: caldo fino a luglio

Lorenzo Tedici, meteorologo di, mette subito in guardia: non se ne verrà fuori a breve. "Ci aspetta una leggera flessione, ma da giovedì inizia la fase più calda dell'anticiclone africano con picchi fra domenica e lunedì – afferma -. Forse si concluderà nei primi giorni di luglio, quando potrebbe passare una perturbazione intensa. Quella del 2026 sarà un'estate caldissima".

I temporali che si sono verificati non portano refrigerio: aumentano solo l'umidità e generano una percezione di caldo maggiore. Analizzando i modelli, Tedici ritiene che quest'estate potrebbe essere di 2 o 3 gradi sopra la media: "È l'effetto del cambiamento climatico. Il mare è caldissimo, i ghiacciai si sono già fusi, e le settimane di clima incerto di luglio 2025 quest'anno non sono previste".

Il Consiglio dei ministri, intanto, ha confermato la possibilità di accedere alla cassa integrazione in deroga per le eccezionali ondate di calore: nell'edilizia già è prevista quando le temperature superano i 35 gradi. La morsa che attanaglia l'Europa, con l'Oms che ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria, prosegue senza sosta: il sistema atmosferico che ha reso possibile questa ondata di calore potrebbe rimanere bloccato fino ai primi giorni di luglio, portando a uno dei periodi di gran caldo più lunghi degli ultimi anni. ilgazzettino +3

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