Jovanotti chiude il Jova Bike Party tra le Alpi Giulie: "Non finisce qui, ci rivedremo nel 2026"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre la pioggia scendeva senza tregua lungo la ciclovia dell’Alpe Adria, cinquemila persone in sella alle loro bici avanzavano verso i Laghi di Fusine, dove li attendeva Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. L’artista, che aveva appena concluso un’impresa personale pedalando 770 chilometri da Cortona fino a Tarvisio, ha trasformato quella fatica in un concerto fuori dagli schemi: uno show accessibile solo a chi, come lui, aveva scelto la bicicletta come mezzo per raggiungere la location. Un gesto simbolico, ma anche concreto, che ha unito musica, sostenibilità e una sfida fisica non indifferente.
Quello del Jova Bike Party – inserito all’interno del No Borders Music Festival – è stato l’ultimo appuntamento annunciato per il 2025, ma non rappresenta affatto un punto d’arrivo. "Questa band, questo gruppo, questa squadra e questi voi e noi si ritroveranno ancora", ha promesso Jovanotti sul palco, già proiettato verso nuove avventure. Il riferimento al 2026, benché volutamente vago, lascia intuire che l’esperienza potrebbe ripetersi, magari con un format altrettanto originale.
Il concerto, definito dallo stesso Cherubini "un’esperienza collettiva pulita, leggera, potente", ha superato ogni aspettativa, attirando oltre 591.123 spettatori in 54 date sold out. Numeri che confermano come l’artista abbia saputo reinventarsi ancora una volta, mescolando la sua musica con un messaggio ambientalista e una dose di sfida personale. Quella di pedalare da Cortona fino alle Alpi Giulie, del resto, non è stata una semplice trovata scenografica, ma una scelta coerente con il suo impegno per un futuro più sostenibile.
Tra i partecipanti, molti hanno raccontato di aver vissuto l’evento come una sorta di pellegrinaggio laico, in cui la fatica fisica si è trasformata in condivisione. "Se la pioggia cadrà e tutto bagnerà, più divertente ancor sarà", cantavano alcuni lungo il percorso, dimostrando che anche le condizioni atmosferiche avverse hanno contribuito a rendere l’esperienza memorabile.




