Doom: The Dark Ages tra entusiasmo della critica e dubbi dei giocatori, mentre su Steam l’esordio è freddo
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Bethesda ha rilasciato il trailer dei riconoscimenti di Doom: The Dark Ages, confermando il plauso unanime della stampa internazionale per l’ultimo capitolo della saga, definito da alcune testate "il miglior shooter del 2025". L’opera è stata elogiata per la sua struttura "epica ed essenziale", con diversi analisti che ne hanno sottolineato il design innovativo e il gameplay raffinato, elementi che ne farebbero, a loro dire, "una lezione magistrale" per il genere.
Nonostante i voti altissimi e l’apprezzamento per la brutalità che caratterizza il titolo, alcuni aspetti hanno diviso i giocatori, portando a una riflessione più critica. Se da un lato l’impatto visivo e la fluidità del combattimento sono stati celebrati, dall’altro emergono riserve legate alla struttura, che alcuni ritengono meno convincente rispetto ai predecessori. La difficoltà elevata, se da una parte rappresenta una sfida apprezzata dai veterani, potrebbe scoraggiare chi cerca un’esperienza più accessibile, mentre l’ambientazione medievale, seppur originale, ha suscitato perplessità in chi preferisce l’estetica futuristica classica della serie.
A complicare il quadro c’è l’esordio del gioco su Steam, meno travolgente del previsto. Uscito il 15 maggio su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, The Dark Ages ha ottenuto recensioni positive, ma i numeri delle vendite sulla piattaforma Valve non sembrano rispecchiare il successo riscontrato altrove. Secondo alcune osservazioni, il fenomeno potrebbe essere legato alla presenza del titolo su Game Pass, che avrebbe spinto molti utenti a preferire l’accesso in abbonamento rispetto all’acquisto diretto.
Intanto, per chi ha affrontato le insidie del gioco, sono già circolate guide dettagliate su come sopravvivere agli scontri più impegnativi. Ogni nemico, dai piccoli demoni agili ai boss colossali, richiede strategie specifiche, con debolezze da sfruttare e schemi di attacco da memorizzare. Un sistema che, se da una parte esalta la profondità del combattimento, dall’altra potrebbe risultare eccessivamente punitivo per chi non è disposto a studiarne i meccanismi.




