Bettino Craxi, una figura controversa e rilevante
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Redazione Interno
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Il 19 gennaio di venticinque anni fa, Bettino Craxi, figura di spicco della politica italiana del Novecento, moriva in esilio ad Hammamet, Tunisia. Craxi, segretario del Partito Socialista Italiano per oltre quindici anni e Presidente del Consiglio dei Ministri, ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del Paese, caratterizzata da grandi trasformazioni sociali e mutamenti negli equilibri globali.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato Craxi come una personalità rilevante, sottolineando il suo ruolo nelle riforme che cambiarono l'Italia e la sua autorevolezza in politica estera. Mattarella ha evidenziato come Craxi abbia saputo imprimere un segno negli indirizzi del Paese in un periodo di grandi cambiamenti, riconoscendo il suo contributo alla politica italiana ed europea.
Nonostante il riconoscimento tardivo, anche da parte di chi in passato lo aveva criticato aspramente, Craxi rimane una figura controversa. La sua memoria è stata riabilitata, in parte grazie agli sforzi della figlia Stefania, che ha lavorato instancabilmente per restituire dignità al nome del padre. Tuttavia, il dibattito sulla sua eredità politica e morale continua a dividere l'opinione pubblica.
L'articolo di Goffredo Bettini su L'Unità, in cui definisce Craxi "Socialista a 24 carati", è emblematico di questo cambiamento di percezione. Bettini, esponente di spicco della sinistra italiana, riconosce il valore del leader socialista, un tempo considerato un latitante, oggi rivalutato come un esule.




