Il Ftse Mib allunga il passo, il derivato balza oltre il muro dei 46.800
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Redazione Economia
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È stata una chiusura di settimana, quella di venerdì 20 febbraio, all'insegna del deciso ottimismo per il principale listino di Piazza Affari e per il suo derivato, con lo sgurado già proiettato alla prima seduta utile di lunedì 23. Il Future sul Ftse Mib, con scadenza marzo 2026, ha messo a segno un progresso dell'1,32%, ampliando una performance positiva che, nei fatti, ne ha rafforzato lo status tecnico di breve periodo. L'analisi grafica, in questo contesto, individua una prima area di resistenza posta a quota 46.830, un livello quest'ultimo che, se superato con decisione, potrebbe aprire le porte a un ulteriore allungo della trendline rialzista verso nuovi target, stimati in area 47.800. Non si esclude, naturalmente, il rischio di una eventuale correzione, che troverebbe un primo probabile sostegno nei pressi di quota 45.860. Parallelamente, l'indice Ftse Mib ha chiuso la seduta del 20 febbraio con un +1,48%, un movimento che classifica un rafforzamento della fase rialzista, con la resistenza immediata vista a 46.824 e il primo supporto individuato a 45.770.
Lo scenario tecnico e gli spunti operativi in attesa della seduta
Analizzando la seduta di venerdì più nel dettaglio, il Future ha compiuto un veloce spunto rialzista che lo ha portato a toccare un picco intraday a quota 46.790 punti. Ciononostante, la situazione tecnica di breve termine, per alcuni operatori, rimane in parte contrastata: da un punto di vista squisitamente grafico, un nuovo segnale rialzista di tipo direzionale si avrà infatti soltanto con il breakout della resistenza successiva, posta in area 47.100-47.200 punti. Molti investitori, in questo momento, si interrogano sulla sostenibilità del movimento: lo fanno, è il caso di dirlo, con prospettive differenti, chi in un'ottica speculativa e chi, invece, con l'intenzione di monetizzare posizioni già aperte. Il derivato, nella giornata del 20, ha così ampliato la sua performance positiva, mentre l'indice sottostante avanzava portando a casa un +1,48%.
Il contesto macro e la spinta del dopo-dazi
La seduta di lunedì 23 febbraio si è aperta all'insegna di un cauto ottimismo, sebbene lo scenario macroeconomico continui a presentare elementi di complessità legati alla politica commerciale americana. La recente riproposizione, da parte del presidente Donald Trump, di dazi universali al 15% – dopo una prima ipotesi di un'aliquota transitoria al 10% – aveva inizialmente scosso gli animi, ma i mercati europei hanno mostrato una certa resilienza, concentrandosi piuttosto sui dati macroeconomici e sulle notizie societarie -2. A trainare il listino, nella prima parte della seduta, è stato soprattutto il gigante energetico Enel, le cui azioni hanno fatto segnare un deciso balzo in avanti a seguito della presentazione del nuovo piano industriale 2026-2028. Il Titolo, va ricordato, ha visto crescere il proprio valore di oltre il 5% nella sola giornata di lunedì, contribuendo in modo determinante alla performance del Ftse Mib che, intorno a metà mattina, guadagnava lo 0,4% -2. Il mercato, in definitiva, sembra aver accolto con favore gli investimenti previsti dal gruppo, circa 53 miliardi di euro, una cifra in aumento di 10 miliardi rispetto al precedente piano quadriennale.
Il quadro dell'indice e le attese per i prossimi giorni
L'indice Ftse Mib, nel corso della seduta di lunedì, ha così continuato la sua corsa, accelerando addirittura verso l'area 46.900, sovraperformando gli altri principali indici europei -5. Gli investitori, nel frattempo, hanno dovuto metabolizzare anche l'incertezza legata alla nuova ondata di dazi statunitensi, un annuncio che è arrivato dopo la decisione della Corte Suprema di bocciare misure protezionistiche più ampie. Il Ftse Mib, nonostante tutto, si è mantenuto saldamente in territorio positivo, sostenuto anche dai dati definitivi sull'inflazione italiana a gennaio, confermati all'1%, il livello più basso dallo scorso ottobre -5. E mentre il derivato si preparava ad affrontare la nuova settimana, l'attenzione degli operatori era già rivolta ai prossimi ostacoli tecnici, con la resistenza chiave posta a 47.100-47.200 punti che rappresenta il vero banco di prova per la forza del trend in atto. Un eventuale superamento di tale soglia, infatti, potrebbe fornire quella spinta direzionale capace di attrarre nuovi capitali e consolidare la fase rialzista, al momento sostenuta, come visto, anche dalla robusta performance di alcuni tra i maggiori pesi massimi del listino.




