Il Consiglio dei ministri ha approvato una nuova norma sulle concessioni balneari, che prevede una proroga fino al 2027 e un aumento dei canoni demaniali del 110%
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Redazione Interno
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La decisione arriva in un contesto di tensione tra il governo italiano e l'Unione Europea, che ha avviato una procedura d'infrazione contro l'Italia per la mancata liberalizzazione delle concessioni.
La norma prevede che le concessioni attuali possano essere prorogate fino al 30 settembre 2027. Tuttavia, in presenza di ragioni oggettive che impediscano la conclusione della procedura selettiva, come contenziosi o difficoltà legate alla gara, l'apertura al mercato potrà essere ulteriormente differita fino al 31 marzo 2028. Questo rappresenta un tentativo del governo di bilanciare le esigenze dei concessionari attuali con le richieste dell'Unione Europea.
Gli indennizzi per i concessionari uscenti sono stati ridimensionati e saranno calcolati solo sulla base degli investimenti non ammortizzati degli ultimi cinque anni. Questo ha suscitato preoccupazioni tra i gestori, che vedono ridotte le loro possibilità di recuperare gli investimenti effettuati.
La riforma delle concessioni balneari è stata inserita nel ddl infrazioni, un disegno di legge che mira a risolvere le procedure d'infrazione avviate dall'Unione Europea contro l'Italia.




