Un quindicene si getta dal ponte di Vidor dopo un litigio
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Redazione Interno
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Un adolescente di quindici anni, originario del Quartier del Piave, versa in condizioni gravissime presso l’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dopo essersi lanciato nel vuoto dal ponte che scavalca il fiume a Vidor. L’episodio, che ha dell’incredibile, è avvenuto nelle ore serali di lunedì, quando un acceso litigio con il padre avrebbe spinto il ragazzo ad allontanarsi da casa, utilizzando la propria bicicletta a pedalata assistita. Raggiunta la struttura, che collega le due sponde del corso d’acqua, il giovane ha compiuto i gesti preliminari al tragico epilogo: ha posato il mezzo e si è liberato del giubbotto, per poi filmarsi e diffondere il suo ultimo, straziante messaggio attraverso la piattaforma Instagram. «Vi saluto amici. Io la faccio finita», ha dichiarato nella “storia” social, che si è diffusa rapidamente tra i suoi coetanei, gettandoli in uno stato di profondo sconcerto, prima di lasciarsi cadere sul greto del fiume, particolarmente arido in quel tratto.
L'allarme e i soccorsi
La dinamica, che ha dell’agghiacciante, è stata ricostruita grazie alla tempestiva segnalazione di alcuni automobilisti di passaggio, i quali, notando una bicicletta e un indumento abbandonati in prossimità del parapetto, hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Sul posto, come riportano le prime informazioni, sono intervenuti senza indugio i vigili del fuoco del distaccamento di Montebelluna, affiancati dai carabinieri e dalla squadra medica del Suem, pronta a prestare le prime cure. L’operazione di soccorso, che ha reso necessario il temporaneo blocco della viabilità sul ponte, si è concentrata sulla sponda rivolta verso Bigolino, dove il giovane è stato ritrovato in condizioni disperate ma ancora cosciente.
Le indagini sulla tragedia giovanile
Le autorità competenti, mentre il ragazzo lotta tra la vita e la morte, hanno avviato un’inchiesta per fare piena luce su quanto accaduto, ascoltando i familiari e analizzando le tracce digitali lasciate dal quindicenne. L’episodio, oltre a scuotere l’intera Sinistra Piave, riporta l’attenzione, purtroppo, su un fenomeno sociale sempre più preoccupante, che vede gli adolescenti ricorrere a gesti estremi di fronte a difficoltà che, sebbene appaiano insormontabili nella loro prospettiva, trovano nella condivisione pubblica della sofferenza una tragica amplificazione. La rapidità con cui il video è circolato, infatti, ha trasformato un dramma privato in un evento di pubblico dominio, aggiungendo un ulteriore strato di complessità a una vicenda già di per sé dolorosa.
Il contesto e le reazioni immediate
Il fatto di cronaca, che si è consumato nel buio della notte, ha lasciato un segno indelebile non solo sulla famiglia del giovane ma anche su chi, per caso o per legame affettivo, ne è stato testimone diretto o indiretto. I compagni di scuola e gli amici, che hanno visto il filmato poco prima del lancio, si trovano ora a dover elaborare un trauma collettivo, mentre le indagini proseguono per accertare ogni dettaglio. La scelta del luogo, un ponte che sovrasta un letto fluviale in gran parte privo d’acqua, sottolinea una determinazione che appare, a posteriori, spaventosamente lucida, lasciando intravedere le profonde lacerazioni che possono nascondersi dietro un apparente equilibrio.




