Sucic chiarisce il suo futuro all'Inter dopo il gol al Parma
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Redazione Sport
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Petar Sucic non ha mai pensato di lasciare l'Inter e lo ha chiarito dopo la vittoria per 3-0 contro il Parma, partita nella quale ha segnato il suo primo gol stagionale. Il centrocampista croato, intervistato da DAZN al termine dell'incontro, ha smentito le interpretazioni delle sue precedenti dichiarazioni sul poco spazio trovato in squadra. Le sue parole erano state lette come un segnale di insoddisfazione e avevano alimentato interrogativi sul futuro in nerazzurro. Il giocatore ha invece spiegato che il riferimento riguardava esclusivamente il minutaggio, senza alcuna intenzione di mettere in discussione la propria permanenza nel club.
Le parole sul minutaggio e la risposta alle polemiche
La precisazione è arrivata direttamente davanti alle telecamere, senza lasciare spazio a equivoci. «Ho solo detto che è inutile guardare il minutaggio ora, non stavo certo parlando di lasciare l'Inter», ha spiegato Sucic, aggiungendo di non essere interessato alle interpretazioni circolate nei giorni precedenti. Il centrocampista ha ribadito di conoscere i propri obiettivi e di voler contribuire ai risultati della squadra attraverso le prestazioni sul campo. Alla domanda sul suo impiego in questa prima parte di stagione ha risposto che è ancora troppo presto per esprimere valutazioni, indicando nei prossimi due o tre mesi un periodo più adatto per giudicare lo spazio ottenuto. Nessuna richiesta di trasferimento, dunque, ma la volontà dichiarata di giocare e aiutare i compagni.
La discussione era nata anche dalle osservazioni di Zvonimir Boban, presidente della Dinamo Zagabria, che durante la sosta per le nazionali aveva manifestato perplessità sul limitato utilizzo del giovane connazionale. L'ex centrocampista aveva sottolineato le qualità di un giocatore considerato importante per il futuro della Croazia, interrogandosi sulle ragioni della sua presenza poco frequente nell'undici iniziale nerazzurro. Quelle considerazioni avevano attirato l'attenzione della stampa sportiva croata, contribuendo ad amplificare il dibattito. Le dichiarazioni pronunciate successivamente dal diretto interessato erano così finite al centro di ricostruzioni che collegavano la questione del tempo trascorso in campo a un possibile malcontento nei confronti della società milanese.
Il sinistro sotto la traversa e la prestazione a San Siro
La risposta sportiva è arrivata nella gara disputata il 10 ottobre, quando Cristian Chivu ha deciso di schierare il croato dal primo minuto. Al 13', approfittando di un errore nella costruzione dal basso degli avversari, Sucic ha recuperato il pallone in area e concluso con un potente sinistro sotto la traversa. La rete ha sbloccato una partita che i padroni di casa hanno controllato soprattutto nella prima mezz'ora, imponendo un pressing continuo e impedendo al Parma di sviluppare il proprio gioco. Per il centrocampista è arrivato anche il riconoscimento di migliore in campo, accolto con soddisfazione ma senza attribuirgli maggiore importanza rispetto al risultato collettivo. Nell'intervista televisiva ha evidenziato soprattutto la qualità della prestazione e le pochissime opportunità concesse agli avversari.
Il vantaggio è stato consolidato dagli altri marcatori della serata. Hakan Calhanoglu ha trasformato un calcio di rigore assegnato dopo una revisione al VAR per un fallo di Diego Carlos su Pio Esposito, mentre Marcus Thuram ha completato il tris sfruttando un passaggio in profondità di Henrikh Mkhitaryan. L'attaccante francese ha superato il portiere Corvi con un diagonale rasoterra. Nella ripresa i nerazzurri hanno gestito il punteggio, pur costruendo altre opportunità offensive. L'estremo difensore ospite ha respinto una conclusione ravvicinata di Esposito, evitando un passivo ancora più pesante. Il successo ha portato la formazione milanese a quota 16 punti dopo sei giornate di campionato.
Le scelte di Chivu dopo la lunga sosta
Nel dopopartita, l'allenatore ha spiegato che il ritorno in campo dopo tre settimane di interruzione rappresentava una situazione insolita, soprattutto per valutare la condizione dei calciatori impegnati con le rispettive nazionali. Il tecnico si è detto soddisfatto dell'energia mostrata dalla squadra, della qualità del gioco e della rapidità con cui i suoi uomini hanno saputo adattarsi alle caratteristiche degli avversari. Ha inoltre sottolineato l'importanza di concedere spazio a chi aveva giocato meno nelle precedenti uscite, approfittando dell'occasione anche per dosare le energie di alcuni elementi maggiormente utilizzati. Tra gli aspetti apprezzati dall'allenatore figura il lavoro di Esposito nella pressione e nel recupero del pallone, oltre alla sua disponibilità nei confronti dei compagni.
Chivu ha riservato parole positive anche a Carlos Augusto, elogiandone la forza fisica, la capacità di inserirsi negli spazi e la qualità delle conclusioni con entrambi i piedi. Il tecnico ha evidenziato come il brasiliano sappia utilizzare le proprie caratteristiche al servizio del gioco collettivo, offrendo soluzioni differenti nelle azioni offensive. La partita ha registrato inoltre il debutto con la maglia nerazzurra di Djed Spence, entrato nel corso del secondo tempo. Per il Parma, invece, l'incontro ha rappresentato il difficile esordio in panchina di Alberto Gilardino, con una formazione che ha trovato maggiori possibilità di rendersi pericolosa soltanto nella parte conclusiva della gara, grazie ad alcune iniziative di Romero.
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