Aprilia lancia il suo leone alato, Martin e Bezzecchi pronti alla sfida
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Redazione Sport
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Il ruggito, che torna a risuonare dalle carene dell'Aprilia RS-GP26, non è solo quello del leone alato, simbolo storico della casa di Noale che dalla stagione 2026 torna a impreziosire la livrea della moto. È anche quello, ben percepibile, della voglia di riscatto che anima il team, determinato a costruire sul solido secondo posto nel campionato costruttori e a trasformare i podi in vittorie. Un'ambizione che trova voce nei piloti, i quali – presentando la nuova moto – hanno tracciato senza troppi giri di parole i propri obiettivi. Jorge Martín, reduce da un 2025 segnato da un infortunio che ne ha limitato severamente le apparizioni in pista, ha dichiarato con la consueta sicurezza: «Adesso sono al 75-80 per cento del mio recupero, ma quando sarò di nuovo al 100 per cento, non mi fermerà nessuno». Una frase che, se da un lato ammette la necessità di un'ulteriore convalescenza, dall'altro lancia un monito alla concorrenza, ricordando a tutti le straordinarie doti del pilota spagnolo quando è in condizioni fisiche ottimali.
Una base di partenza solida per ambire al massimo
Il compito del team Aprilia Racing si delinea, pertanto, con chiarezza: capitalizzare la stagione più vincente di sempre, quella del 2025, chiusa con quattro successi nelle gare lunghe, tre nelle sprint e diciannove podi complessivi. Un bottino importante, che ha proiettato il costruttore italiano al secondo posto nella classifica a squadre e che ha regalato a Marco Bezzecchi il miglior piazzamento di sempre per un pilota Aprilia in MotoGP, il terzo posto mondiale. Proprio il pilota di Rimini, il cui finale di stagione è stato caratterizzato da due vittorie consecutive, rappresenta oggi una delle incognite più intriganti del prossimo campionato. La sua crescita, resa evidente dalle prestazioni degli ultimi gran premi, e la crescente sintonia con la RS-GP lo candidano infatti a un ruolo da protagonista assoluto, tanto che molti addetti ai lavori lo vedono pronto a compiere il definitivo salto di qualità.
Bezzecchi e il potenziale del binomio con l'Aprilia
«Aggressivo e motivato», così si è definito Bezzecchi, ponendosi in netto contrasto con qualsiasi velleità conservativa e dimostrando di aver metabolizzato, come ha sottolineato anche Martin parlando di «lezione imparata», gli episodi più controversi della stagione passata. L’aggressività, del resto, è una cifra stilistica che non intende abbandonare, consapevole che in un campionato di MotoGP la differenza la fanno pochi centesimi di secondo e un approccio mentale sempre al limite. Sulla sua strada, così come su quella di Martín, ci sarà certamente il grande favorito dei pronostici, ma il riminese sembra aver trovato nella moto italiana quella stabilità e quel potenziale necessari per lottare ad armi pari nelle situazioni di maggior tensione. Un binomio, quello tra "Simply the Bez" e la RS-GP, che nelle ultime uscite ha dato chiari segnali di competitività elevata, contribuendo a una striscia di risultati positivi per la squadra.
Il simbolo di una identà ritrovata
La scelta di riportare in auge il leone alato, che richiama esplicitamente il simbolo di Venezia e dunque il territorio in cui Aprilia ha le sue radici, non è una mera operazione di restyling grafico. Il felino, che nella presentazione ufficiale è stato descritto come incarnazione di «potenza, forza, determinazione e coraggio», rappresenta visivamente il Dna del team e l’atteggiamento che i suoi piloti intendono portare in pista. Un ritorno al passato, quello degli anni ruggenti della casa veneta, per guardare con ancora più slancio al futuro, consci di avere una moto competitiva e due piloti dal talento indiscusso, entrambi assetati di successo e desiderosi di lasciare il segno in un mondiale che, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nuovamente alla Casa Bianca, si appresta a vivere anche sotto il profilo extra-sportivo una stagione di grandi cambiamenti globali.




