Il Galatasaray preme per Calhanoglu e l'Inter valuta il futuro del centrocampo, con Stankovic junior nel mirino
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Redazione Sport
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La stagione di Hakan Calhanoglu, iniziata con numeri e prestazioni di alto livello che ne avevano riconfermato la centralità nel progetto tecnico di Cristian Chivu, ha subito una brusca frenata a causa di una serie di problemi fisici che ne hanno minato la continuità, complici anche gli acciacchi muscolari che lo hanno costretto a diversi stop e a saltare partite importanti, sollevando piú di un interrogativo sul suo ruolo futuro all'interno della squadra. Nel mentre, le voci di un suo possibile trasferimento in Turchia, già circolate con insistenza la scorsa estate, sono tornate a rincorrersi con prepotenza nei corridoi di Appiano Gentile e non solo, alimentate da dichiarazioni inequivocabili giunte direttamente dalla dirigenza del Galatasaray. Il vicepresidente del club giallorosso, Abdullah Kavukcu, ha infatti pubblicamente ribadito l'interesse della società nei confronti del regista turco, rivelando che ci sono stati contatti anche durante la finestra invernale del calciomercato, sebbene all'epoca la risposta fosse stata un rifiuto secco: Hakan non si sarebbe mosso a gennaio. Le stesse parole di Kavukcu, rilasciate alla Gazzetta dello Sport e riportate da varie fonti, lasciano però intendere che l'operazione è solo rinviata, con il dirigente che si è detto sicuro che, prima o poi, il nazionale turco vestirà la maglia del Galatasaray, forte anche del sostegno di una tifoseria che lo considera una vera e propria icona.
Una stagione complicata e l'addio che si avvicina
Il rendimento del numero 20 nerazzurro, dopo un avvio folgorante che lo aveva visto andare a segno con regolarità e dettare i tempi del gioco, si è inevitabilmente spento con il sopraggiungere dei problemi fisici. Un infortunio muscolare patito attorno a metà gennaio, come certificato dai dati relativi alle presenze, lo ha di fatto limitato nella seconda parte di questa prima fase della stagione, impedendogli di garantire al tecnico quel contributo costante che ci si aspetta da un punto di riferimento del centrocampo. Questa situazione di empasse, con il contratto in scadenza nel giugno del 2027 e nessuna trattativa concreta all'orizzonte per un suo rinnovo – come sottolineato da analisi di mercato che vedono la società orientata a non proporre un adeguamento al rialzo dell'attuale ingaggio – rende l'ipotesi di una cessione in estate non solo probabile, ma quasi una strada obbligata per evitare di perderlo a parametro zero in futuro o per monetizzare da un suo eventuale trasferimento. La dirigenza, dal canto suo, osserva con attenzione gli scenari che si aprono, consapevole che il Galatasaray, forte della sua spinta economica e del richiamo emotivo per il giocatore, potrebbe tornare alla carica con un'offerta importante al termine della stagione. E non va dimenticato che, oltre a Calhanoglu, anche altri elementi chiave come Henrikh Mkhitaryan sono in scadenza, preludio di un possibile, ampio ricambio in mediana.
La risposta dell'Inter: il piano per il dopo Calhanoglu
L'eventuale partenza del turco, tuttavia, non coglierrebbe di sorpresa i piani alti di viale della Liberazione. Negli ultimi mesi, anche complice la necessità di sopperire alle sue assenze, Cristian Chivu ha iniziato a testare soluzioni alternative per il ruolo di regista davanti alla difesa, trovando risposte confortanti. Su tutte, la crescita esponenziale di Piotr Zielinski, adattato con successo in quella posizione, ha dimostrato che le geometrie e la qualità della manovra non verrebbero meno senza l'ex Amburgo e Bayer Leverkusen. In parallelo, procede spedita l'integrazione in prima squadra del giovane Petar Sucic, talento croato dal notevole tasso tecnico su cui la società punta molto per il prossimo futuro. Ma la mossa piú interessante, e che profuma di ritorno a casa e di progetto a lungo termine, riguarda Aleksandar Stankovic. Il figlio di Dejan, ceduto al Club Brugge, sta letteralmente incantando in Europa e l'Inter, forte di un diritto di recompra fissato tra i 23 e i 25 milioni di euro, potrebbe esercitarlo per riportarlo alla base e affidargli le chiavi del centrocampo. Una strategia chiara, quella di tratteggiare il futuro, che sembra prescindere sempre piú dalla permanenza di Calhanoglu, il quale, nonostante la dedizione mostrata anche nei giorni di riposo – presentandosi ad Appiano per lavoro extra insieme a compagni come Lautaro Martinez e Marcus Thuram –, appare sempre piú lontano dal rimanere il perno della mediana nerazzurra della prossima stagione.
Chivu e la gestione psicologica dopo il derby
In attesa di capire come si evolveranno le dinamiche di calciomercato, Cristian Chivu è chiamato a gestire l'immediato, e l'immediato parla di una sconfitta nel derby contro il Milan che, al di là dei tre punti persi, rischia di lasciare il segno nella testa dei suoi giocatori. L'allenatore nerazzurro, come già fece la scorsa estate dopo la pesante sconfitta in finale di Champions League contro il Psg, deve tornare a indossare i panni dello psicologo per scongiurare il rischio di un contraccolpo emotivo che potrebbe minare la rincorsa allo scudetto. Nonostante il vantaggio in classifica resti consistente, la sconfitta nello scontro diretto ha interrotto una striscia positiva durata oltre cento giorni, e il timore, serpeggiante nello spogliatoio, è che un evento del genere possa innescare un meccanismo di frenesia o insicurezza nelle prossime uscite. Il tecnico, forte della sua esperienza da calciatore e di un rapporto empatico con la rosa, dovrà lavorare proprio sulla tenuta mentale del gruppo per evitare che i fantasmi del passato – ovvero una stagione conclusasi senza trofei – riemergano proprio sul piú bello. La risposta dei giocatori, con alcuni di loro che hanno scelto di presentarsi volontariamente ad Appiano Gentile nel giorno di riposo per preparare al meglio le prossime sfide, rappresenta certamente un segnale di attaccamento e voglia di rivalsa, ma sarà il campo a decretare se la ferita è già rimarginata o se necessita di ulteriori cure.




