Amadeus e il Nove, divorzio anticipato: i programmi che non hanno funzionato e i palinsesti 2026

Amadeus e il Nove, divorzio anticipato: i programmi che non hanno funzionato e i palinsesti 2026
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La separazione tra Amadeus e il Nove ha smesso di essere un'ipotesi per diventare realtà. Dopo due anni di un rapporto che non ha mai decollato, il conduttore e Warner Bros. Discovery hanno ufficializzato la risoluzione consensuale del contratto che li legava per altre due stagioni televisive. Un addio che, a ben guardare, era nell'aria da tempo, sin da quando gli ascolti dei primi programmi hanno iniziato a delineare un quadro ben diverso da quello che ci si attendeva da uno dei conduttori più amati dalla televisione italiana.

Numeri da incubo: i flop che hanno segnato l'avventura

L'accordo, siglato nel 2024, era sulla carta ambizioso: quattro anni, un programma di access prime time e due show di prima serata ogni stagione. Ma il trasferimento dalla Rai, dove Amadeus aveva raggiunto l'apice con cinque Festival di Sanremo consecutivi e share da capogiro, si è rivelato un'impresa ben più ardua del previsto. I risultati sono stati impietosi. Programmi come "Chissà chi è", versione "low cost" de "I Soliti Ignoti", e il talent "Like a Star" hanno faticato a superare il 3% di share.

Meglio, ma non troppo, è andata a "La Corrida", che nella prima stagione ha sfiorato il 6% per poi scendere al 4%. Un dato, quest'ultimo, che fa riflettere se si pensa che lo stesso format, in passato, viaggiava su numeri ben diversi.

La legge del telecomando e il paragone con Fazio

Il problema, secondo gli analisti, non è tanto la bravura del conduttore quanto la natura del pubblico televisivo. A differenza di Fabio Fazio, che ha saputo portare con sé il suo pubblico da Rai3 al Nove, Amadeus si è scontrato con uno scoglio insormontabile: lo spettatore fedele ai format più che ai volti. Il pubblico di "Affari Tuoi", oggi condotto da Stefano De Martino, guarda il gioco dei pacchi, non chi lo presenta. Per questo, molti spettatori non hanno seguito Amadeus nel suo trasloco sul canale 9.

La differenza tra i due conduttori è quindi sostanziale: Fazio è un "contenitore" di sé stesso, Amadeus un eccellente interprete di giochi già collaudati.

Il presente e il futuro: Rai e Mediaset chiudono le porte

La risoluzione del contratto, arrivata dopo mesi di rumors e trattative, lascia ora Amadeus in una posizione delicata. La Rai, con l'amministratore delegato Giampaolo Rossi, ha già chiuso le porte a un suo ritorno, almeno fino al 2027, data ipotizzata per un cambio di governance. La scelta è stata chiara: puntare su Stefano De Martino, che ha preso il suo posto alla guida di "Affari Tuoi" e di Sanremo.

Anche Mediaset, sebbene abbia ospitato Amadeus come giudice ad "Amici", non sembra avere spazi immediati, con Gerry Scotti saldamente al timone dell'access prime time e un palinsesto già definito. Per il conduttore si prospetta un periodo di stallo, in attesa che le porte di qualche studio si riaprano.

L'addio e i numeri di un'operazione da 100 milioni

L'operazione che doveva portare Amadeus a diventare il simbolo del rilancio del Nove era costata a Warner Bros. Discovery circa 100 milioni di euro in quattro anni. Un investimento che, di fronte a share medi intorno al 2-3%, non poteva che trasformarsi in un'amara constatazione della distanza tra i sogni e la realtà degli ascolti. La società, attraverso il suo amministratore delegato Alessandro Araimo, ha ringraziato il conduttore sottolineando la stima reciproca, mentre Amadeus ha parlato di "due anni intensi".

Un linguaggio formale, dietro il quale si cela la fine di un esperimento che, per una volta, non ha premiato il campione di incassi televisivi.

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