La Campania trascina il Sud, ma è Roma la regina indiscussa del turismo italiano nel biennio da record

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’onda lunga della ripresa, quella che ha riportato i flussi turistici ben oltre i livelli pre-pandemici, ha trovato nel 2024 e nel 2025 i suoi punti più alti, disegnando una geografia della domanda che premia i grandi poli artistici ma che, al contempo, certifica la solidità di sistemi regionali capaci di diversificare l’offerta. Se è vero, come dicono i dati diffusi dall’Istat e rielaborati dagli osservatori del settore, che il Belpaese ha chiuso il 2024 con oltre 466 milioni di presenze – superando la Francia e consolidando il secondo posto in Europa dietro la sola Spagna – lo è altrettanto che la crescita non è stata uniforme. La locomotiva del turismo, trainata in larga parte dalla domanda internazionale che continua a premiare la penisola, corre a velocità differenti sul territorio, e sono le proiezioni per il 2025 a fornire il quadro più completo di una tendenza ormai strutturale: si viaggia di più, si resta più a lungo e si spende di più, con una permanenza media che, secondo le stime del Ministero del Turismo, tocca quota 3,6 notti, superando competitor diretti come la Spagna e la Francia.

Nel Mezzogiorno, a giocare un ruolo da traino è stata senza dubbio la Campania, che con i suoi 20,5 milioni di presenze registrate nel 2024 ha confermato la propria forza, spinta da un tasso di occupazione delle strutture ricettive che ha raggiunto il 67,7%, segnando un balzo in avanti di quasi diciassette punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il dato, emerso nel corso di un convegno al museo di Pietrarsa, racconta di una regione che non vive solo di rendita sui suoi gioielli consolidati – la costiera amalfitana, la penisola sorrentina, Capri e Pompei – ma che riesce a intercettare una domanda giovane e con un’elevata capacità di spesa; i millennial, si legge nelle analisi di Isnart per Unioncamere, rappresentano quasi la metà dei visitatori e sono disposti a investire cifre superiori alla media nazionale sia per il pernottamento che per i consumi sul territorio, spinti da un interesse che spazia dalla natura al patrimonio culturale, passando per il benessere.

La capitale d’Italia fa il pieno, il Lazio vola e la montagna resiste

Eppure, a fare la parte del leone in termini assoluti è stata un’altra regione. Il Lazio, infatti, ha letteralmente surclassato le concorrenti domestiche con una crescita senza precedenti: circa sei milioni di presenze in più rispetto al 2023, per un totale che ha superato i 51,7 milioni, l’11,1% del dato nazionale. A trainare questo risultato è ovviamente Roma, che con i suoi 42,7 milioni di pernottamenti si conferma non solo la città più visitata d’Italia – rappresentando da sola quasi un decimo del totale nazionale – ma anche uno dei poli di attrazione più potenti per il turismo straniero, che nel Lazio pesa per oltre due terzi del movimento complessivo, una delle percentuali più elevate in Italia. La Capitale, forte dell’effetto Giubileo che ha iniziato a dispiegarsi già nelle festività natalizie del 2024, si prepara a vivere una fase di ulteriore fermento, ma i numeri parlano già chiaro: dietro di lei, nella classifica dei comuni più gettonati, si piazzano Milano e Venezia, mentre Firenze arretra leggermente, e Napoli – pur restando il primo polo del Sud – si attesta intorno ai 3,9 milioni di presenze, lontana dalle vette della classifica nazionale.

L’estate del 2025 e il sorpasso digitale: l’Italia piace, ma cambia il modo di viaggiare

Se si guarda all’andamento più recente, quello dei primi mesi del 2025 e in particolare del trimestre estivo, il sentiment rimane positivo. L’Istat ha registrato una ripresa dei flussi verso fine anno, con un aumento del 2,9% delle presenze nel quarto trimestre del 2025, un incremento guidato quasi esclusivamente dalla componente estera, cresciuta del 5,1% e orientata sempre di più verso le strutture extra-alberghiere, che hanno fatto segnare un +6,6%. È un segnale di come il mercato si stia frammentando, con i viaggiatori alla ricerca di soluzioni flessibili e di un’esperienza che va oltre l’hotel tradizionale. Un altro fronte su cui l’Italia dimostra di sapersi muovere con competitività è quello della reputazione digitale: l’European Tourism Reputation Index del 2024, elaborato da Demoskopika, ha collocato il nostro Paese al primo posto in Europa, superando Grecia e Spagna grazie a una combinazione vincente di visibilità online, offerta turistica e popolarità sui motori di ricerca. Un primato, questo, che premia regioni come la Toscana, capace di scalzare il Trentino-Alto Adige dalla vetta della classifica regionale, forte di una presenza sul web e di un’attenzione mediatica che trasformano i clic in arrivi reali, confermando che la partita del turismo, oggi, si gioca in larga parte sul terreno della comunicazione e della capacità di attrarre l’interesse ben prima che il viaggio abbia inizio.

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