Harry e Meghan a Sydney, l’abbraccio ai sopravvissuti della strage di Bondi Beach

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’australiana Bondi Beach, celebre in tutto il mondo per le sue acque cristalline e l’atmosfera spensierata, è stata purtroppo il teatro, lo scorso dicembre, di uno degli episodi di violenza più bui mai registrati sul suolo nazionale. È proprio lì, dove quindici persone persero la vita e altre quaranta rimasero ferite durante un festival di Hanukkah – un attacco definito dalle autorità locali come terroristico e di matrice antisemita – che il principe Harry e Meghan Markle hanno scelto di concludere il loro tour di quattro giorni in Australia. La coppia, nota come i duchi di Sussex, ha voluto incontrare i sopravvissuti di quella che viene già ricordata come la peggiore strage del paese in trent’anni, prima di rimettersi in viaggio.

L’incontro più toccante, a giudicare dalle cronache, è stato quello con Elon Zizer. L’uomo, raggiunto da più colpi d’arma da fuoco mentre faceva scudo ai propri figli con il proprio, ha parlato a lungo con Harry e Meghan, raccontando loro quei secondi che hanno cambiato per sempre l’esistenza di intere famiglie. Prima di sedersi per il colloquio, la coppia ha voluto compiere un gesto dal forte valore simbolico: percorrere scalza un tratto dell’arenile, accompagnata dai soccorritori del Bondi Beach Surf Lifesaving Club. Una camminata silenziosa, a piedi nudi sulla sabbia, che ha restituito dignità a un luogo ancora segnato dal lutto.

Il tour tra Canberra, Melbourne e la Swinburne University

Oltre all’impegno a Sydney, Harry e Meghan hanno visitato diverse città dell’Australia orientale, tra cui Canberra e Melbourne. Durante la tappa nel Victoria, la duchessa ha fatto una deviazione alla Swinburne University of Technology, dopo aver partecipato a un’iniziativa di Batyr, programma dedicato alla sensibilizzazione sulla salute mentale. In quell’occasione, Meghan ha sfoggiato un abito dalla linea essenziale, un modello dritto che richiama le silhouette degli anni Sessanta, suscitando l’interesse dei cronaci di moda più attenti. Il principe Harry, dal canto suo, ha preferito un approccio più sobrio, limitandosi a dialogare con gli studenti e i volontari.

Il controverso meet-and-greet a pagamento

La trasferta australiana dei Sussex non è stata priva di momenti controversi. Un evento privato, organizzato durante la permanenza nel paese, ha attirato l’attenzione dei media per ragioni decisamente economiche: un meet-and-greet con i fan, rigorosamente a pagamento. Le cifre richieste per stringere la mano a Meghan Markle – e in misura minore al principe – sono apparse proibitive per la maggior parte del pubblico, alimentando un dibattito silenzioso ma costante sul confine tra impegno umanitario e promozione personale. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata al riguardo dalla coppia o dal loro staff.

Soccorritori e leader ebraici: l’incontro sulla spiaggia

Prima di lasciare definitivamente Sydney, Harry e Meghan hanno incontrato sulla battigia i bagnini volontari del Bondi Beach Surf Lifesaving Club, gli stessi che il giorno della strage si prodigarono per salvare decine di vite. Accanto a loro, diversi leader della comunità ebraica locale, che hanno ringraziato i duchi per non aver dimenticato l’eccidio. La sparatoria del dicembre 2025, va ricordato, avvenne durante le celebrazioni di Hanukkah, trasformando una festa di luce in un massacro. I Sussex, ascoltando i racconti dei soccorritori, hanno voluto rendere omaggio a chi, senza esitazione, corse verso gli spari invece di allontanarsene. Un gesto che, nel suo piccolo, ha contribuito a restituire un po’ di umanità a una spiaggia ferita.

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