Rai, Geppi Cucciari fuori da "Un giorno da pecora": al suo posto Nancy Brilli. Bufera politica sul cambio di palinsesto
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il nuovo palinsesto radiofonico della Rai riserva una sorpresa che, a dirla tutta, ha dell'incredibile e che sta già facendo molto discutere negli ambienti del giornalismo e dello spettacolo. Pare infatti che Geppi Cucciari, la comica sarda dal piglio tagliente e ironico, non siederà più al banco della conduzione di "Un giorno da pecora", lo storico programma di Rai Radio 1 che condivideva con Giorgio Lauro.
Al suo posto, secondo le indiscrezioni che circolano con insistenza e che sembrano ormai certezze, dovrebbe subentrare Nancy Brilli, reduce dal successo televisivo ottenuto a "Ballando con le stelle".
La sostituzione e i retroscena del film
La vicenda, per quanto possa sembrare un normale avvicendamento legato ai rinnovi stagionali, nasconde in realtà una dinamica temporale piuttosto peculiare che ha scatenato l'ironia e lo sconcerto dei fedelissimi ascoltatori. La Cucciari aveva lasciato il programma a marzo, ma solo temporaneamente e con la promessa, peraltro annunciata pubblicamente, di fare ritorno al timone della trasmissione a settembre, al termine delle riprese del film "Perfetta".
Quel progetto, tratto dall'omonimo spettacolo teatrale di Mattia Torre e che avrebbe dovuto impegnarla sul set durante la primavera, sembrava essere il semplice motivo di una pausa fisiologica e non di un addio definitivo, tanto che la conduttrice aveva rassicurato gli ascoltatori sulla sua imminente riammissione in cabina di regia per la prossima stagione.
E invece, a quanto pare, le carte in tavola sono state completamente rimischiate e, con un colpo di scena che sa tanto di sceneggiatura, la produzione ha deciso di rendere stabile la presenza di Nancy Brilli, che aveva già sostituito la collega in sua assenza, soffiandole definitivamente il posto.
L'ombra dell'epurazione politica
A far alzare il polverone, più che il cambio della guardia in sé, è il retroscena politico che aleggia pesantemente su questa decisione e che ha portato diverse testate giornalistiche a utilizzare termini molto forti come "epurazione". Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera e rilanciato da numerosi altri organi di informazione, la scintilla di questo allontanamento forzato andrebbe ricercata in un episodio specifico che risale all'estate del 2023, durante la cerimonia di assegnazione del Premio Strega.
In quell'occasione, Geppi Cucciari ebbe un acceso botta e risposta con l'allora ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, uno scambio di battute che, sebbene fosse stato incorniciato in un contesto di satira e di ironia tipico della comica, non era certo passato inosservato agli occhi dei piani alti di viale Mazzini.
Nonostante i tentativi di smorzare i toni e di ricondurre tutto a un semplice sfogo artistico, il clima di tensione tra la conduttrice e l'esecutivo non si è mai del tutto ricomposto e, a distanza di quasi un anno e mezzo, molti vedono in questo cambio di palinsesto una sorta di strascico vendicativo e punitivo nei confronti della comica sarda.
I palinsesti e il ruolo della Rai
La Rai, dal canto suo, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali che possano confermare o smentire le indiscrezioni riguardanti la definitiva uscita di scena di Geppi Cucciari, ma l'eco della notizia è talmente forte da aver già polarizzato l'attenzione del mondo politico e culturale.
Se da un lato c'è chi sostiene che si tratti di una scelta puramente artistica, dettata dalla volontà di rinnovare il cast e di dare spazio a nuove energie come quella di Nancy Brilli, dall'altro la tempistica sospetta e la concomitanza con le dichiarazioni della comica sul governo rendono la tesi del regolamento di conti fin troppo credibile per essere liquidata come una semplice coincidenza.
Resta il fatto che "Un giorno da pecora", programma che aveva saputo ritagliarsi un seguito affezionato e fedele grazie proprio alla chimica tra la Cucciari e il collega Lauro, rischia ora di perdere la sua anima più irriverente e critica, quella che non aveva mai lesinato frecciate al potere costituito e che rappresentava una rarità nel panorama radiofonico italiano, spesso accusato di essere troppo acquiescente verso le istituzioni.
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