Migliori aziende dove lavorare in Europa 2026: solo due italiane
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Redazione Economia
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Solo due aziende italiane figurano tra le 100 migliori aziende dove lavorare in Europa nel 2026: Chiesi Farmaceutici, al 21° posto, e Bending Spoons, al 69°. Nessuna delle due entra nelle prime dieci posizioni della classifica Fortune 100 Best Companies to Work For in Europe, realizzata in collaborazione con Great Place to Work. La graduatoria premia le organizzazioni che offrono le migliori esperienze lavorative, valutate attraverso le opinioni dei dipendenti su fiducia nei dirigenti, rapporti professionali, condizioni di lavoro e cultura aziendale.
Chiesi e Bending Spoons, le due eccellenze italiane
La presenza italiana nella graduatoria riguarda due settori differenti. Chiesi, gruppo farmaceutico con sede a Parma, opera nel comparto delle biotecnologie e dei prodotti farmaceutici. La società è presente nella rilevazione europea con le proprie attività in Austria, Francia, Grecia, Italia, Norvegia, Svezia, Turchia e Regno Unito. È l'azienda italiana che ottiene il piazzamento più alto nella selezione, collocandosi immediatamente dopo il gruppo francese dell'abbigliamento Kiabi e davanti alla compagnia assicurativa Admiral Group.
Bending Spoons, società tecnologica con sede a Milano specializzata nello sviluppo software, rappresenta invece il settore dell'Information Technology. Nella graduatoria si colloca tra Colosseum Dental Group, operatore sanitario presente in diversi Paesi europei, ed Eli Lilly, multinazionale farmaceutica. A differenza dell'altra impresa italiana selezionata, la sua presenza nella rilevazione è riferita esclusivamente all'Italia. Le due società rappresentano così esperienze industriali differenti, accomunate dall'accesso a una selezione costruita sulle valutazioni espresse dalle rispettive persone impiegate.
Hilton guida la classifica europea: le aziende nelle prime posizioni
Al vertice della classifica si trova Hilton, gruppo internazionale dell'ospitalità, seguito da AbbVie, attiva nel settore farmaceutico, e DHL, specializzata nella logistica. Completano le prime dieci posizioni Cisco, Specsavers, Allianz, Stryker, Aviva, Siemens Healthineers e Salesforce. La parte alta della graduatoria comprende quindi imprese dell'ospitalità, della tecnologia, della sanità, dei servizi finanziari e dei trasporti. La selezione riguarda le attività europee delle organizzazioni, comprese quelle appartenenti a multinazionali con sede principale fuori dal continente.
Considerando il Paese di origine delle aziende selezionate, gli Stati Uniti occupano la prima posizione con 33 società, seguiti dalla Francia con 11 e dal Regno Unito con 9. La distribuzione settoriale vede prevalere l'Information Technology, che rappresenta il 28% delle imprese presenti. Seguono i servizi finanziari e assicurativi con il 14% e quelli professionali con il 12%. Biotecnologie e farmaceutica, insieme al commercio al dettaglio, raggiungono ciascuno il 10%. La distribuzione mostra una presenza significativa delle attività tecnologiche e dei servizi nell'elenco dei datori di lavoro premiati.
Come vengono selezionate le migliori aziende in cui lavorare
La metodologia utilizzata da Great Place to Work si basa sul Trust Index, un questionario attraverso il quale i lavoratori valutano direttamente la propria esperienza professionale. L'indagine comprende 60 affermazioni alle quali rispondere su una scala di cinque livelli e due domande aperte. Gli aspetti esaminati includono accessibilità dei dirigenti, trasparenza della comunicazione, coerenza tra dichiarazioni e comportamenti, rispetto delle persone, riconoscimento del lavoro svolto, formazione, benessere e possibilità di contribuire alle decisioni aziendali.
Per l'edizione 2026 sono state raccolte oltre 1,5 milioni di risposte tra i dipendenti europei, delle quali 1,2 milioni provenienti dalle organizzazioni ammesse alla selezione finale. Possono partecipare le aziende con almeno 500 lavoratori in Europa e già presenti in una graduatoria nazionale Best Workplaces. Le rilevazioni devono rispettare requisiti specifici relativi alla distribuzione dei questionari e alla percentuale di partecipazione, per garantire la rappresentatività delle risposte. Il posizionamento deriva dai risultati delle indagini, mentre le descrizioni dei programmi aziendali forniscono elementi di contesto senza determinare direttamente l'ingresso nella lista.
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