L'Inter di Chivu e il suo arsenale da fermo, mentre Lautaro cerca il gol
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Redazione Sport
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Mentre l’Inter continua a macinare risultati, costruendo la sua corsa anche su un’arma letale come le palle inattive, una questione, seppur fisiologica, comincia a pesare nell’ambiente: il digiuno realizzativo di Lautaro Martinez. L’ultimo centro dell’argentino in campionato, che risale all’incontro con la Cremonese precedente la sosta delle Nazionali, appare ormai lontano, con il suo bottoglio in Serie A fermo a tre reti, realizzate contro Torino, Cagliari e la stessa squadra lombarda nel corso di dieci partite. Un periodo di magra, questo, che il giocatore vive con una sofferenza particolare, ma che all’interno della squadra non viene considerato un problema di natura tecnica, bensì una semplice fase passeggera destinata a concludersi.
Il lavoro meticoloso di Palombo
Sorrisi, abbracci e pacche sulle spalle, tutti gesti che dopo la rete di Piotr Zielinski sul campo dell’Hellas Verona sono piovuti verso Angelo Palombo, l’uomo che all’interno dello staff di Cristian Chivu ha la responsabilità di curare con meticolosità le situazioni di palla ferma. Quella realizzata al Bentegodi, infatti, non è stata un’azione estemporanea: “Il gol l’abbiamo provato in allenamento”, ha confermato lo stesso centrocampista polacco, elogiando il tocco di Hakan Calhanoglu e il lavoro di Palombo, il quale, ha aggiunto Zielinski, “guarda tanti campionati per rubare sempre qualcosina”. Uno splendido schema, quello che ha fruttato il vantaggio, nato da un corner e risolto da una bordata al volo di piatto dal limite, piazzata sotto la traversa.
Un marchio di fabbrica
Quella di Verona è soltanto l’ultima, nitida, fotografia di un lavoro che lo staff tecnico nerazzurro ha avviato fin dall’esordio in campionato, e che sta regalando dividendi costanti. Il gol di Zielinski, infatti, rappresenta il nonimo centro stagionale nato da una situazione da fermo, comprendendo in questo computo punizioni, corner e rigori. Una continuità produttiva, questa, che è addirittura possibile circoscrivere temporalmente: sia il primo che l’ultimo gol dell’Inter in Serie A, infatti, sono nati proprio dall’esecuzione di un calcio d’angolo, a dimostrazione di come questa sia ormai una caratteristica strutturale del gioco della squadra.
La leggerezza di Chivu
Sull’efficacia di questi schemi, lo stesso Cristian Chivu ha mostrato di avere un approccio disinvolto, svelando in conferenza stampa una curiosa dinamica decisionale. “Schema? Non lo volevo, ma Palombo…”, ha dichiarato con una battuta che, al di là del tono scherzoso, sottolinea la fiducia riposta nel proprio collaboratore e il clima sereno che circonda un reparto, quello delle palle inattive, divenuto un vero e proprio punto di forza. Un elemento, quest’ultimo, che compensa momentaneamente le difficoltà in fase realizzativa di alcuni attaccanti, contribuendo a raccogliere punti preziosi.




