Pnrr, il Mim proroga al 15 ottobre 2026 il termine per la rendicontazione dei progetti scolastici
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Redazione Interno
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Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha ufficialmente ridefinito i termini per la rendicontazione delle spese relative ai progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, fissando al 15 ottobre 2026 la scadenza unica per l'invio della documentazione economica da parte delle istituzioni scolastiche, come si legge nella nota n.
153284 del 16 giugno scorso, che tiene conto del confronto con la Commissione europea e delle nuove Linee guida operative per la conclusione degli interventi, adottate lo scorso aprile dalla Struttura di missione per il Pnrr e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
La decisione, che arriva dopo le interlocuzioni con l'esecutivo comunitario e recepisce le indicazioni contenute nei documenti predisposti dall'Ispettorato generale per il Pnrr, mira a fornire un riferimento temporale certo per la chiusura amministrativa dei progetti; ciononostante, il Mim ha precisato che la proroga non modifica i cronoprogrammi operativi né gli obiettivi di target e milestone previsti dagli accordi di concessione, i quali rimangono pertanto pienamente validi e vincolanti per gli istituti beneficiari, che dovranno continuare a rispettare le tempistiche già stabilite
Per la realizzazione fisica degli interventi.
L'impatto della proroga sulle procedure amministrative
L'aggiornamento del termine unico per la rendicontazione, che interessa le molteplici linee di finanziamento attivate nell'ambito della Missione 4 "Istruzione e Ricerca", viene incontro alle difficoltà amministrative segnalate dalle scuole nella gestione delle complesse procedure di rendicontazione; in particolare, restano confermati gli adempimenti legati agli investimenti per la riduzione dei divari territoriali, la formazione digitale del personale, le competenze Stem e il multilinguismo, nonché le iniziative del programma "Scuola 4.
0" per la trasformazione degli ambienti di apprendimento.
Va tuttavia rilevato che le organizzazioni sindacali, come emerso nel corso del tavolo tecnico del 17 giugno presso l'Unità di Missione del Ministero, hanno espresso forti perplessità in merito ai ritardi nell'erogazione dei saldi per i progetti già validati, una criticità che, a loro dire, sta mettendo in seria difficoltà la liquidazione del personale e dei fornitori, con il concreto rischio di contenziosi e di compromissione dei rapporti con gli operatori economici.
Le criticità sollevate dai sindacati e le richieste di intervento
Secondo quanto riferito dalla Flc Cgil, al centro del confronto con l'amministrazione vi sarebbero i "gravissimi ritardi" nei pagamenti che costringono le scuole a fare anticipazioni di cassa, mettendo a rischio l'attività ordinaria; per sbloccare parzialmente la situazione, l'Unità di Missione avrebbe indicato la possibilità di procedere con la rendicontazione intermedia anche qualora non fosse stata raggiunta la soglia del 90%, ma resterebbe irrisolto il problema dei revisori dei conti, ancora molto indietro con i controlli e le validazioni.
Le criticità segnalate dai rappresentanti dei lavoratori riguardano anche la complessità delle procedure sulle piattaforme e l'assenza di un supporto specifico, con i webinar organizzati dal Mim che non consentirebbero alle scuole di interloquire direttamente con i rappresentanti ministeriali per risolvere i problemi contingenti; nonostante le pressioni sindacali, il tavolo tecnico si sarebbe concluso con una situazione sostanzialmente immutata, fatta eccezione per la proroga generalizzata dei termini di rendicontazione.
Le altre scadenze e i termini per la conclusione dei progetti
Oltre alla scadenza del 15 ottobre per la rendicontazione finale, restano in vigore i termini già fissati per la conclusione e il collaudo dei progetti specifici, come quello del 30 giugno 2026 per l'installazione e la rendicontazione dei campus didattici relativi all'Avviso 89104/25, e quelli del 31 ottobre 2026 per le operazioni di acquisto relative ad altri avvisi, con la rendicontazione finale fissata al 31 dicembre 2026 per questi ultimi.
I dirigenti scolastici, che devono districarsi tra scadenze differenziate e procedure estremamente complesse, denunciano l'impossibilità di rispettare i termini ravvicinati imposti per alcune linee di finanziamento, come nel caso degli avvisi relativi ai progetti Poc 2014-2020, per i quali le scuole "ritardatarie" si troverebbero costrette a concludere in pochi giorni l'intero iter amministrativo, dalla decisione a contrarre all'aggiudicazione, a causa delle indicazioni difformi fornite dall'Unità di Missione.
Il quadro che emerge è quello di una macchina amministrativa messa a dura prova dalla mole di adempimenti legati al Pnrr, con le scuole che chiedono non solo proroghe, ma anche certezze sui tempi di erogazione delle risorse e un supporto concreto per la gestione delle piattaforme, in modo da evitare che le difficoltà burocratiche compromettano la buona riuscita degli interventi finanziati dall'Europa.




