Frana sulla statale del Cerreto blocca la viabilità in Lunigiana, lavori in corso per ripristinare il passaggio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ore di pioggia incessante, che hanno saturato i versanti già fragili dell'Appennino, hanno preceduto l'evento che ha interrotto bruscamente la mattinata sulla strada statale 63. Nelle prime luci dell'alba di giovedì, infatti, un consistente movimento franoso si è staccato dal pendio, riversando sulla carreggiata, all'altezza della località Soliera-Rometta nel comune di Fivizzano, una massa ingente di terra, detriti e tronchi d'albero. La statale, fondamentale arteria di collegamento attraverso il Valico del Cerreto, è stata così resa del tutto impraticabile, con la circolazione interrotta in entrambi i sensi di marcia.

L'entità del danno e le prime reazioni

L'immagine dello smottamento, che ha coinvolto il tratto situato poco dopo il passaggio a livello di Rometta in direzione di Fivizzano, parla da sé: la carreggiata è stata invasa da materiale di ogni tipo, compresi massi di notevoli dimensioni, che ne hanno occupato l'intera larghezza. A seguito dell'evento, la gestione dell'emergenza è stata immediatamente attivata, con l'intervento dei tecnici di Anas e delle forze locali, i quali hanno constatato l'impossibilità di qualsiasi transito, costringendo autovetture e mezzi pesanti a imboccare percorsi alternativi. Questi ultimi, peraltro, si sono rivelati tortuosi e notevolmente più lunghi, generando una paralisi nei collegamenti e disagi a catena per chi si muove in Lunigiana.

La situazione del traffico e le deviazioni

La chiusura forzata del km 9+200 della statale ha creato un nodo critico per la mobilità dell'intera zona, isolando di fatto alcune frazioni e complicando gli spostamenti per lavoro o per esigenze primarie. La viabilità, che già in condizioni normali in quell'area non offre molte alternative scorrevoli, è stata quindi dirottata su strade secondarie, le quali, come spesso accade in simili circostanze, non sono state progettate per sopportare un flusso così intenso e improvviso di veicoli, soprattutto di grossa taglia. La conseguenza più immediata è stata un inevitabile congestionamento, con code e tempi di percorrenza dilatati in misura considerevole.

I lavori per il ripristino della circolazione

Mentre i disagi continuavano a propagarsi, le squadre al lavoro hanno operato senza sosta per rimuovere il materiale franato e valutare la stabilità del versante residuo, operazione fondamentale per scongiurare ulteriori cedimenti durante le operazioni di sgombero. L'obiettivo dichiarato dalle autorità competenti, dopo un primo sopralluogo, è stato quello di ripristinare almeno un passaggio controllato entro le ore centrali della giornata. La previsione, confermata dalle comunicazioni ufficiali, indicava per le ore 12 circa l'apertura di un varco a senso unico alternato, gestito provvisoriamente da un semaforo, soluzione che seppur tampone avrebbe permesso di riattivare un minimo di scorrimento sull'arteria principale.

Il contesto e le riflessioni sulla sicurezza

Episodi come questi, sebbene non infrequenti in territori montuosi e particolarmente esposti alle intemperie, riportano periodicamente l'attenzione sulla fragilità del nostro sistema viario secondario e sulla necessità di una manutenzione costante, che spesso fatica a tenere il passo con l'usura del tempo e la forza degli eventi meteorologici sempre più estremi. La frana di Rometta-Soliera, per la sua entità e la posizione in cui è avvenuta, ha messo in luce come un singolo punto critico possa determinare l'isolamento di intere aree, con tutte le problematiche che ne derivano, spingendo a considerare la viabilità non solo come una questione di asfalto, ma come un vero e proprio fattore di tenuta sociale ed economica per le comunità che vivono in queste zone.

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