Aeroporto di Catania: parziale riapertura dopo l'eruzione dell'Etna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’aeroporto di Catania, dopo la chiusura quasi totale di domenica a causa dell’eruzione dell’Etna, ha annunciato una parziale riapertura delle operazioni di volo a partire dal 17 febbraio. La Sac, società che gestisce lo scalo, ha comunicato il ripristino delle partenze, mentre permangono restrizioni per i voli in arrivo, almeno fino alle 15 ora locale. La decisione, presa dall’Unità di crisi, è stata motivata dalla persistente attività vulcanica e dalla dispersione di cenere nell’atmosfera, che ha reso necessario chiudere temporaneamente lo spazio aereo a Sud-est del vulcano, nel settore B1. La situazione, tuttavia, rimane fluida e potrebbe subire ulteriori variazioni nel corso della giornata, in base all’evolversi dell’eruzione.

L’attività dell’Etna, che da giorni tiene in allerta la Sicilia orientale, ha causato non pochi disagi ai viaggiatori. Solo ieri, più di trenta voli sono stati dirottati sull’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, creando un effetto domino sul trasporto pubblico e sulle compagnie aeree, costrette a riorganizzare i propri piani di volo. La Sac, attraverso il profilo Facebook ufficiale dell’aeroporto, aveva già informato i passeggeri dell’interruzione totale delle operazioni, sia in partenza che in arrivo, a seguito dell’intensificarsi dell’emissione di ceneri vulcaniche.

Intanto, la Protezione Civile Sicilia ha espresso preoccupazione per il flusso incontrollato di turisti e curiosi che, nonostante i rischi, si avvicinano alle zone interessate dall’eruzione. Il fronte lavico, sebbene poco alimentato, ha superato la pista altomontana oltre i 1900 metri, rendendo ancora più complesse le operazioni di monitoraggio e soccorso. Fortunatamente, le esplosioni freatiche, che avevano alimentato ulteriori timori, si sono interrotte, ma la situazione rimane delicata.

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