Milan, contatti continui con Glasner: è il favorito anche senza Rangnick. Le news

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il casting per il nuovo corso rossonero, una fase di ricostruzione – per usare un eufemismo – alquanto complessa e senz’altro lenta, procede su due binari distinti ma strettamente intrecciati. Da un lato c’è la panchina, dall’altro la dirigenza; eppure, in questo momento, il nome che fa da collante tra i due universi sembra essere proprio quello di Oliver Glasner.

Il tecnico austriaco, reduce dall’esperienza londinese con il Crystal Palace, è emerso come il favorito numero uno per subentrare a Massimiliano Allegri, e le interlocuzioni con la proprietà – in primis con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic – sarebbero state tutt’altro che superficiali. Anzi, fonti vicine alla trattativa parlano di contatti positivi e di una piena disponibilità da parte dell’allenatore, il quale ha già avuto modo di illustrare la sua idea di gioco ai vertici del club.

Un accordo in dirittura d’arrivo e i dettagli economici

Passano le ore e la sensazione è che si sia ormai in dirittura d’arrivo, con gli aspetti burocratici – che spesso nascondono le insidie più subdole – ridotti a semplici formalità. Secondo le ultime ricostruzioni, l’offerta sul tavolo per Glasner sarebbe un contratto biennale, comprensivo di un’opzione per un’ulteriore stagione, con un ingaggio che si aggirerebbe intorno ai 3.5 milioni di euro a stagione.

L’allenatore, che non ha mai nascosto il fascino esercitato da una piazza come Milano, avrebbe nel frattempo già declinato altre proposte concrete, tra cui quella del Feyenoord, proprio in attesa del via libera definitivo da via Aldo Rossi. Non mancano, naturalmente, le voci che accostano altri profili illustri alla panchina – come Arne Slot o Ruben Amorim – ma la sensazione prevalente è che si tratti più di suggestioni o di manovre di copertura che di reali candidati in grado di scardinare la leadership dell’austriaco.

Il nodo Rangnick e l’autonomia richiesta

A complicare – o forse a definire – il quadro generale, però, è la questione dirigenziale legata a Ralf Rangnick. Il professore tedesco, attuale commissario tecnico della nazionale austriaca (impegnato nella preparazione del Mondiale), rimane il grande obiettivo per un ruolo di direttore tecnico o plenipotenziario. E qui sta il punto: Glasner arriverebbe a prescindere da Rangnick, ma l’intero impianto organizzativo futuro dipende da come si risolverà il braccio di ferro con il tedesco.

Rangnick, va ricordato, ha chiesto poteri estesi e un’autonomia quasi totale sulla gestione dell’area tecnica, una condizione che non sempre si sposa con la volontà di Ibrahimovic di mantenere un ruolo centrale e ingombrante nelle dinamiche di spogliatoio. La federazione austriaca, dal canto suo, non sta a guardare e avrebbe già messo sul piatto un’offerta di rinnovo per trattenere Rangnick fino al 2028, complicando ulteriormente le mosse di Cardinale.

L’attesa e le condizioni del tecnico

In attesa che il rebus dirigenziale trovi una soluzione – e le alternative a Rangnick, come l’ex dirigente del Barcellona Ramon Planes, sono già state sondate – Glasner resta lì, in pole position, ma non senza porre a sua volta delle condizioni. L’austriaco, reduce da un’esperienza positiva in Premier League culminata con la vittoria della Conference League, ha fatto sapere di volere tutto al posto giusto: “Tutto deve essere perfetto.

Senza buone sensazioni invece…”, ha dichiarato recentemente, sottolineando come non abbia alcuna intenzione di gettarsi a capofitto in un progetto senza garanzie. Una delle sue richieste, ad esempio, sarebbe quella di avere al proprio fianco un direttore sportivo o un direttore tecnico di lingua tedesca, un dettaglio che la dirigenza dovrà valutare con attenzione prima di mettere nero su bianco l’accordo.

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