Rapporto Ispra 2024, la gestione dei rifiuti urbani in Italia
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Redazione Interno
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Nel 2023, la produzione nazionale di rifiuti urbani è aumentata, ma, parallelamente, si è registrata una diminuzione dei residui smaltiti in discarica. La raccolta differenziata ha raggiunto una percentuale nazionale del 66,6%, con il Nord Italia che continua a essere all'avanguardia, mentre il Mezzogiorno sta recuperando terreno. Tuttavia, permangono criticità, come la carenza di impianti, soprattutto nel Sud.
Il rapporto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), pubblicato il 19 dicembre 2024, evidenzia che, nonostante i progressi, restano importanti sfide da affrontare. La riduzione degli imballaggi e l'aumento della raccolta differenziata, che riguarda ormai i due terzi dei rifiuti raccolti, sono segnali positivi. Tuttavia, la crescita delle esportazioni e il differenziale tra Nord e Sud, sebbene in diminuzione, rappresentano ancora criticità strutturali da risolvere.
Treviso si conferma un'eccellenza italiana nella raccolta differenziata, con una percentuale dell'89,1%, mentre Bologna, con un balzo di oltre quattro punti percentuali rispetto all'anno precedente, raggiunge il 73,5%, affermandosi tra le città più grandi d'Italia. Questo dimostra che anche le metropoli possono diventare modelli virtuosi.
Nonostante i progressi, la spesa per i rifiuti a carico dei cittadini è aumentata, con una media di 197 euro. Al Nord, la spesa è di circa 173 euro per abitante, mentre al Centro è di oltre 233 euro e al Sud di circa 211 euro.




