La battaglia di Pokrovsk, le forze speciali ucraine nel cuore dell'assedio
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Redazione Esteri
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Le operazioni militari si concentrano con intensità crescente attorno a Pokrovsk, città dell'Ucraina orientale che è diventata, nelle ultime ore, il fulcro di uno scontro decisivo. Il presidente Zelensky ha personalmente definito la sua difesa una "priorità" assoluta per la nazione, spingendo Kiev a lanciare una complessa manovra di contrattacco. Questa offensiva, che vede l'impiego coordinato di forze speciali e unità di intelligence sia del Servizio di Sicurezza che dell'intelligence militare, mira esplicitamente a rompere la pressione esercitata dalle truppe russe e a riaprire quelle vie di rifornimento che sono vitali per la resistenza nella zona. Mosca, dal canto suo, continua a insistere sul proprio racconto dei fatti, affermando di aver già neutralizzato la minaccia e di avere la situazione sotto controllo.
L'operazione delle forze speciali
La risposta ucraina, che si articola in una maxi operazione di proporzioni significative, si sta sviluppando sotto la direzione del capo dell'intelligence militare, il quale guida personalmente le manovre da una località vicina al fronte. Immagini, catturate con telecamere a infrarossi, mostrano elicotteri Black Hawk che volano radenti al suolo per eludere le difese nemiche, mentre piccoli gruppi di operatori delle unità d'élite vengono calati nell'oscurità per portare a termine la loro missione. L'obiettivo dichiarato è quello di fermare l'infiltrazione di migliaia di soldati russi nel territorio, un'azione che Kiev nega essere ormai compiuta, respingendo con fermezza le affermazioni di un accerchiamento totale della città.
Le dichiarazioni contrastanti dei due schieramenti
Mentre i combattimenti infuriano tra le macerie della città, le versioni dei due ministeri della Difesa divergono in maniera netta. Quello russo ha comunicato di aver non solo neutralizzato un commando ucraino, ma anche di aver sventato sette distinti attacchi tentati dalle forze di Kiev "per sfuggire all'accerchiamento". Secondo Mosca, la controffensiva sarebbe già stata stroncata, tanto che i militari ucraini "iniziano ad arrendersi"; una dichiarazione che specifica come undici soldati, sbarcati da un elicottero a un chilometro da Pokrovsk, siano stati uccisi. Da parte sua, l'Ucraina non conferma queste perdite e prosegue nelle sue operazioni, concentrandosi sul tentativo di arginare un assedio che minaccia di alterare gli equilibri nell'intero settore orientale.
Il contesto strategico più ampio
Lo scontro per il controllo di Pokrovsk si inserisce in un quadro strategico più ampio, caratterizzato da mosse parallele che accrescono la tensione. Contemporaneamente all'offensiva terrestre, infatti, la Russia ha varato il sottomarino nucleare Khabarovsk, un gesto che, sebbene non direttamente collegato alle operazioni in corso in Ucraina orientale, serve a ricordare le capacità militari su vasta scala di cui Mosca dispone. L'attenzione rimane comunque focalizzata sul campo di battaglia, dove le forze ucraine tentano di stabilizzare un fronte sotto una pressione costante, in una battaglia che viene combattuta casa per casa in un paesaggio già profondamente devastato dal conflitto.




